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Catania: Bimbo di 18 mesi muore dopo vaccino anti-meningite

Un bimbo di appena 18 mesi è morto la scorsa notte nel suo lettino. Tre giorni fa era stato sottoposto al vaccino antimeningococco di tipo C. Il fatto è avvenuto la scorsa notte a Palagonia, nel Catanese. Sul caso sta indagando la magistratura di Caltagirone che chiarirà le cause della morte del bimbo. Il sostituto procuratore della Repubblica Fabio Salvatore Platania ha disposto il sequestro della salma del bimbo e ha affidato al medico legale l’autopsia. Coinvolti anche i carabinieri del Nas di Catania per verificare se la causa della morte del bimbo sia attribuibile al vaccino. Il piccolo, l’altra notte, mentre era in casa con i genitori, a Palagonia, ha accusato un malore e per lui non c’è stato nulla da fare: è morto. L’inchiesta della procura di Caltagirone affidata a Platania, coadiuvata dai carabinieri del Nas, servirà a chiarire se la morte dei piccolo sia legata al vaccino, recentemente somministrato, o ad altre cause. La procura, inoltre, ha disposto l’acquisizione di tutti gli atti relativi alla morte del piccolo, dalla conservazione del vaccino agli effetti mostrati dopo la somministrazione avvenuta tre giorni fa. L’Asp di Catania ha avviato, in via precauzionale, la sospensione del lotto di vaccino contro il meningococco in tutta la provincia, dopo la notizia della morte di un bambino di 18 mesi a Palagonia. Inoltre, l’Asp ha inoltrato una segnalazione agli organi di sorveglianza dell’Aifa – Agenzia italiana del farmaco per altre verifiche e ulteriori accertamenti.

 

IL CASO IN TOSCANA
È sempre precauzionalmente in Terapia intensiva all’ospedale Pediatrico Meyer il bambino di 3 anni colpito da meningococco C, che ricoverato a Empoli è stato successivamente trasferito a Firenze. Laa fase acuta si è spenta e i sanitari, pur non sciogliendo la prognosi, sono cautamente ottimisti circa l’evolversi della situazione. «È vigile e tranquillo e risponde bene alle terapie», dicono dal Meyer. Dal laboratorio dell’ospedale arriva anche la conferma che si tratta di una forma settica da meningococco ST11, variante più aggressiva e a volte letale. Il rapido ricovero all’ospedale di Empoli e il trasferimento al Meyer, e soprattutto il fatto che il bambino fosse vaccinato dal 2014 per il meningococco C, sono riusciti a fermare il diffondersi dell’infezione. «Dunque il vaccino non ha fallito, ma ha protetto il bimbo». Come afferma Gabriele Mazzoni, responsabile dell’Unità funzionale igiene pubblica della zona empolese, «a fronte di una copertura vaccinale molto alta in tutta la regione Toscana nei bambini al compimento del primo anno di vita, questo è il primo caso di sepsi meningococcica che osserviamo fino all’età di 9 anni».

iltempo.it

Tac entro 60 giorni o scatta il diritto ad andare dal privato pagando solo il ticket

di Valeria Zeppilli – Le liste di attesa, in Italia, sono notoriamente lunghissime, con la conseguenza che molti cittadini, se hanno bisogno ad esempio di fare una TAC, si rassegnano ad attendere mesi e mesi e, magari, a subire anche rinvii dell’ultimo minuto o, se hanno la possibilità economica o una necessità urgente, a recarsi presso centri privati per sostenere gli esami a pagamento.

Con la conseguenza che quello che, almeno teoricamente, è un diritto costituzionalmente garantito diviene nei fatti un diritto da difendere con tutte le proprie forze e attingendo ai propri risparmi nonostante la presenza di un Servizio Sanitario Nazionale.

 

In barba all’articolo 32 della Costituzione, in forza del quale la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività […]”.

Il piano nazionale di governo delle liste d’attesa

Non tutti sanno, però, che in Italia esiste uno specifico Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, elaborato dal governo, di intesa con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.

In esso sono stabiliti sia le priorità che i tempi massimi entro i quali il Servizio Sanitario Nazionale deve erogare esami, visite specialistiche, ricoveri ospedalieri e interventi chirurgici.

Le priorità temporali

Tale Piano, più nel dettaglio, prevede quattro priorità temporali che devono essere indicate dal medico nell’apposito campo presente sull’impegnativa utilizzando le lettere U, B, D e P.

In particolare, la lettera U dà diritto al cittadino ad ottenere l’erogazione della prestazione con urgenza entro 72 ore, purché egli provveda alla prenotazione entro 48 ore dalla data della prescrizione.

 

La lettera B, invece, connota le prestazioni che devono essere fornite in tempi brevi, al massimo entro 10 giorni.

La lettera D indica le prestazioni differibili, di prima diagnosi, da erogare entro 30 giorni se si tratta di visite o entro 60 giorni se si tratta di esami strumentali.

Infine, la lettera P indica le prestazioni programmate, da erogare al massimo entro 180 giorni. Queste ultime rappresentano l’ipotesi residuale, che trova applicazione anche nel caso in cui il medico non barri nessuna casella.

Esami strumentali con tempi di attesa garantiti

Il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa ha poi individuato anche 58 prestazioni, tra quelle offerte dal SSN, il cui tempo massimo d’attesa va garantito almeno al 90% dei cittadini che ne fanno richiesta.

Con particolare riferimento agli esami strumentali, da erogare entro 60 giorni, tra di essi rientrano anche le TAC, in particolare quelle, con e senza contrasto,

  • al torace,
  • all’addome (superiore, inferiore o completo),
  • al capo,
  • al rachide e allo speco vertebrale
  • al bacino.

Tra gli esami strumentali che vanno erogati entro 60 giorni al 90% dei cittadini ci sono, poi:

  • la mammografia,
  • la RMN cervello e tronco encefalico,
  • la RMN pelvi, prostata e vescica,
  • la RMN muscoloscheletrica,
  • la RMN colonna vertebrale,
  • l’ecografia capo e collo,
  • l’ecocolordoppler cardiaca
  • l’ecocolordoppler dei tronchi sovra aortica,
  • le ecografie addome, mammella e ostetrica-ginecologica.

Visite specialistiche con tempi di attesa garantiti

Tra le prestazioni con tempi di attesa garantiti rientrano anche alcune visite specialistiche, che vanno erogate addirittura entro 30 giorni.

 

Si tratta, nel dettaglio, delle visite:

  • cardiologica,
  • chirurgica vascolare,
  • endocrinologica,
  • neurologica,
  • oculistica,
  • ortopedica,
  • ginecologica,
  • otorinolaringoiatrica,
  • urologica,
  • dermatologica,
  • fisiatrica,
  • gastroenterologica,
  • oncologica
  • pneumologica.

Altri esami specialistici con tempi di attesa garantiti

Infine, l’elenco delle prestazioni per le quali i tempi di attesa sono garantiti si completa con altri esami specialistici da erogare entro 60 giorni.

Ci si riferisce, in particolare, a:

  • colonscopia
  • sigmoidoscopia con endoscopio flessibile
  • esofagogastroduodenoscopia
  • elettrocardiogramma (semplice, a dinamo, da sforzo)
  • audiometria
  • spirometria
  • fondo oculare
  • elettromiografia

Diritto ad andare dal privato

Cosa accade se tutti i predetti tempi non sono rispettati?

Il cittadino ha diritto ad andare dal medico privatamente, pagando solo il prezzo del ticket.

Già prima della stipula del primo Piano nazinoale, l’articolo 3 del decreto legislativo numero 124/1998 sanciva, infatti, l’obbligo per i direttori generali delle aziende unità sanitarie locali e ospedaliere di determinare i tempi massimi che possono intercorrere tra la data in cui una prestazione viene richiesta e quella in cui la stessa è erogata e la possibilità per l’assistito, qualora l’attesa si prolunghi oltre i predetti termini, di chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria o, in subordine, ricorrendo a prestazioni interamente private.

In entrambi i casi, come detto, senza alcun costo aggiuntivo rispetto a quello del ticket.

Domanda

A tal fine è necessario presentare al direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza una richiesta in carta semplice nella quale indicare i propri dati personali e i riferimenti temporali che giustificano la domanda, documentandoli adeguatamente.

Bisognerà in altre parole rilevare e provare che la richiesta è stata presentata a una determinata data e che non è stata evasa nei termini massimi prescritti.

studiocataldi.it

Cannabis di Stato, il primo farmacista che la venderà: “Prezzi più bassi di quella olandese”

VICENZA. “Prendi la cartina, la apri, metti le infiorescenze sminuzzate in acqua fredda e fai bollire 20 minuti. Poi si beve. È come un the”. C’è una nonnina di 82 anni della provincia di Vicenza che combatte il dolore con 25 milligrammi al giorno di cannabis terapeutica. Luca Guizzon, farmacista specializzato in fitoterapia, titolare insieme alla madre della farmacia Campedello, qualche giorno fa l’ha informata che è finita l’era della marijuana olandese. Ora si parte con il “made in Italy”. È stata battezzata cannabis di Stato perché la produce e la confeziona lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Di qui l’acronimo “Fm2” che si troverà nei blister in vendita nelle farmacie. La Campedello di Vicenza sarà la prima rivendita e ricevere e distribuire il farmaco per le terapie antalgiche.

“Come abbiamo fatto a essere i primi? Ci abbiamo creduto. Fin dall’inizio. E quando abbiamo saputo che partiva la produzione nazionale abbiamo fatto subito domanda”, dice Luca Guizzon, 28 anni, faccia pulita, camice bianco e tanto entusiasmo. “Per i nostri clienti si traduce in un risparmio del 30 per cento”. Numeri alla mano, c’è una notevole differenza tra il prodotto importato e quello prodotto in casa. Dai 24 euro al grammo della cannabis olandese, si passa ai 15 al grammo della concorrente italiana.

Il dibattito sulla commercializzazione di questo prodotto tiene banco ormai da anni. Tanti hanno ormai abbattuto le barriere della diffidenza. I medici di base stessi ne parlano e cercano di aggiornarsi, perché sono loro a dover firmare le prescrizioni ai pazienti. “Noi trattiamo circa 25 ricette al mese” racconta il giovane farmacista da dietro il bancone del negozio di famiglia, realtà di quartiere in una frazione di tremila anime all’ombra dei Colli Berici. “Questi farmaci ce li chiede chi deve convivere con il dolore: dolore da infortuni, dolore oncologico, dolori spinali. Spesso vengono prescritti anche a chi ha problemi di spasticità o forme particolari di sclerosi”. Luca, laurea in Farmacia all’Università di Padova e master in Fitoterapia, ora ha la possibilità di vedere l’applicazione pratica di anni di studi. “In un paio di occasioni l’abbiamo venduta anche a persone che soffrivano di forti emicranie. Quando arriva il mal di testa inalano 60 milligrammi e il dolore passa”.

La cannabis terapeutica si assume in due modi: si beve come un infuso oppure si inala grazie a un vaporizzatore. Il principio attivo è molto più basso (massimo 24 per cento) rispetto a quella “di strada” (70). “Eppure il farmaco ha mantenuto la sua azione ansiolitica. Quindi ne può fare uso (sempre su prescrizione medica, s’intende) anche chi soffre di crisi d’ansia”.

Per la Medicina si tratta di un ambito nuovo e, in parte, ancora tutto da esplorare. “C’è molta curiosità e tra i medici si registra un crescente interesse. È pur sempre un’arma per alleviare i disturbi dei pazienti”, assicura il giovane farmacista vicentino. In Italia la sperimentazione è durata un anno ma alla fine l’obiettivo è stato raggiunto. L’Istituto chimico farmaceutico di Firenze ha confezionato 2.400 barattoli di cannabis terapeutica che saranno distribuiti nelle farmacie di tutto il Paese. Quella in arrivo in questi giorni è la prima tranche di cannabis italiana. L’obiettivo dichiarato è quello di coprire il fabbisogno nazionale.

repubblica.it

Meningite, cosa devi sapere: saliva, starnuti, baci, scambio di posate, condivisione di alimenti…

Saliva, starnuti, baci, scambio di posate, condivisione di alimenti: si trasmette così la meningite batterica.

Saliva, starnuti, baci, scambio di posate, condivisione di alimenti: si trasmette così la meningite batterica, malattia non frequente ma molto aggressiva – come dimostra anche il decesso per meningite meningococcica della maestra della scuola elementare di Roma Cesare Battisti alla Garbatella – al punto che una persona su 10 tra chi si ammala, muore e 3 riportano conseguenze permanenti.

Evitarla è possibile grazie ai vaccini, che però vanno anche ripetuti periodicamente, e gli antibiotici servono per i casi di emergenza.

I BATTERI che provocano la meningite sono il meningococco, il pneumococco e l’emofilo. Albergano nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici. La presenza non è in sè indice di malattia e la trasmissione avviene da persona a persona

sostenitori.info

Le virtù dello zenzero: 10 benefici per la salute

Questa pianta di origine orientale, grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, può essere un valido aiuto contro nausea, dolori muscolari e molti altri disturbi.

Lo zenzero (zingiber officinale) è una pianta erbacea originaria dell’Estremo Oriente. La sua radice è molto usata in cucina come spezia, soprattutto in forma essiccata e polverizzata, per conferire alle pietanze un sapore deciso e leggermente piccante. Oltre a essere un ingrediente particolarmente gustoso, il rizoma (che in realtà è più un prolungamento del fusto che una vera e propria radice) dello zenzero contiene anche numerosi principi attivi che lo rendono un ottimo alleato per la nostra salute. Molti studi hanno infatti dimostrato che può aiutare a curare o prevenire diversi disturbi e patologie.

 

Antitumorale naturale – I composti contenuti nella pianta si sono dimostrati enormemente efficaci contro le cellule tumorali sia in vivo che in vitro. Uno studio pubblicato su “Plos One” ha infatti evidenziato come il 6-shogaol, uno dei principali componenti dello zenzero,  sia potenzialmente in grado di colpire selettivamente la radice del cancro.

 

Anti-nausea – Lo zenzero riduce sensibilmente la nausea, i conati di vomito post operazione e quelli nei pazienti affetti da cancro che si sottopongono alla chemio. Una ricerca pubblicata sul “Nutrition Journal” effettuata su oltre 1.200 donne incinte ha inoltre dimostrato che 1-1,5 grammi al giorno sono un ottimo rimedio contro la debolezza mattutina.

 

Le proprietà antinfiammatorie – Le proprietà antinfiammatorie del gingerolo, il composto bioattivo principale dello zenzero, rendono la pianta un ottimo rimedio contro l’osteoartrosi: una ricerca effettuata su 247 persone affette da questo disturbo ha mostrato come quelle che assumevano estratti di zenzero necessitassero di meno cure rispetto a chi non lo aveva integrato nella propria alimentazione. Un altro studio del Farateb Research Institute ha invece evidenziato come una combinazione di zenzero, resina vegetale, cannella e olio di sesamo può ridurre dolore e rigidità se applicato periodicamente sulle zone interessate dal problema.

 

Protegge la pelle dai raggi UVB – Lo zenzero è un ottimo alleato della pelle: uno studio pubblicato su “Photochemistry and Photobiology” ha infatti ha dimostrato come i suoi composti ci proteggano durante l’esposizione al sole dai raggi ultra violetti B, principali responsabili di scottature, reazioni allergiche e tumori alla pelle.

 

Combatte i fastidi del tratto digestivo I principi attivi della pianta sono molto utili per combattere l’ Helicobacter pylori, il batterio responsabile di ulcere e reflusso gastroesofageo. Altrettanto importanti gli effetti su persone affette da indigestione cronica: un esperimento condotto su 24 persone ha dimostrato che assumere 1.2 grammi di zenzero prima dei pasti accelera lo svuotamento dello stomaco del 50%.

 

I benefici contro il diabete – Due grammi di zenzero al giorno riescono ad abbassare il livello di zucchero nel sangue del 12%: lo sostiene una ricerca della Shahid Beheshti University of Medical Sciences. Gli studiosi, esaminando 41 pazienti affetti da diabete, hanno dimostrato come questa pianta abbia notevolmente migliorato l’attività dell’HBa1 (un marcatore dei livelli di zuccheri nel sangue a lungo termine), portando a una riduzione di glucosio del 10% in un periodo di 12 settimane.

 

Combatte le malattie cardiovascolari – Una ricerca pubblicata su “Molecular BioSystems” ha mostrato come consumare una tazza di zenzero al giorno possa aiutare a pulire i depositi di grasso che si possono formare nelle arterie, responsabili dei problemi cardiovascolari.

 

Alleato per la salute del cervello – Uno studio della Misurata University e del Nims Institute of Pharmacy ha invece esposto gli effetti dei principi attivi 6-Shogaol e 10-gingerol, che sono in grado di impedire processi infiammatori e degenerativi nel cervello. La loro funzione rappresenta un’ottima cura per disturbi come demenza ed alzheimer.

 

Rilassa i muscoli – Gli estratti della pianta sono molto efficaci anche per curare i dolori muscolari. Uno studio pubblicato su “Journal of Pain” ha dimostrato come lo zenzero abbia alleviato i fastidi di persone che si erano sottoposte a sessioni di sollevamento pesi particolarmente stressanti.

 

Calmante contro i dolori mestruali – Assumere 1 grammo di zenzero durante i primi giorni del ciclo riduce notevolmente i dolori mestruali, svolgendo un effetto paragonabile a quello di medicinali come l’ibuprofene. Lo sostiene uno studio pubblicato su “The Journal of Alternative and complementary medicine”.

 

tg24.sky.it

‘I farmaci omeopatici non funzionano’. Libertà di cura sì, di ingannare no

Anche negli Usa diviene obbligatorio scrivere sull’etichetta che i medicinali omeopatici non funzionano.

Recentemente, la Ftc, Federal Trade Commission, un’agenzia governativa con il compito di proteggere i consumatori americani da frodi e simili, si è occupata dei cosiddetti “medicinali omeopatici”. Questo ente ha emanato una direttiva affermando che non c’è alcun motivo per trattare i medicinali “omeopatici” diversamente dagli altri, e quindi per essere venduti in futuro negli Usa sulle confezioni dovrà essere chiaramente indicato che 1)non esiste alcuna evidenza scientifica di efficacia e che 2) quello che il produttore afferma è basato solo su teorie di fine 1700 rifiutate della medicina moderna.

Mi sembra inutile ripetere per l’ennesima volta che nei “medicinali omeopatici” i principi attivi sono contenuti a concentrazioni tali danon avere alcun effetto farmacologico misurabile; in diversi casi questi preparati sono talmente diluiti da non essere neppure distinguibili tra di loro. Oramai persino i produttori hanno abbandonato la strategia commerciale di sostenere che esista chissà quale fantomatica “memoria dell’acqua” o altre ipotesi fantasiose. Qualcuno ad esempio mi ha scritto in privato (davvero!) per consigliarmi che dovrei (parole testuali) “riflettere sulle recenti scoperte di fisica delle particelle (ma anche oltre le particelle di materia, sulle vibrazioni e le “impronte” vibrazionali)”. Chi propaganda i medicinali omeopatici si limita ad affermare che se tanti usano l’omeopatia, allora potrebbe essere efficace,usando quella che è una ben nota fallacia logica, conosciuta come “argumentum ad populum”.

 

So che probabilmente potrei essere classificato come uno dei “detrattori dell’omeopatia” e allora questa vorrei spezzare una lancia in favore di quella che ho più volte definito “pseudoscienza”. Vorrei parlare di un caso documentato nel quale una vita umana è stata salvata grazie all’omeopatia. Alexa Ray Joel (la figlia del cantante Billy Joel) in un momento di grande difficoltà personale ha ingerito una dose massiccia di quello che lei credeva essere un “tranquillante” e si è sdraiata sul letto aspettando la fine. È stata portata d’urgenza in ospedale e dimessa dopo poche ore, una volta appurato che non aveva preso altro che “niente”, ovvero un preparato omeopatico. Un tossicologo ha spiegato ai media (se mai ce ne fosse bisogno) che non si può andare in overdose di “niente”.

Tornando seri, ciascuno ha il diritto di curarsi come vuole e infatti l’ente governativo americano di cui sopra si è posto il problema se imporre delle tali indicazioni infrangesse in qualche modo il Primo Emendamento, ovvero quello che riguarda la libertà di parola e di opinione. La risposta è che nessuno proibisce di vendere i medicinali omeopatici, a patto che si presentino in modo corretto, ovvero dicendo che sono inefficaci oppure ne dimostri chiaramente l’efficacia in una qualche condizione medica, eventualità che possiamo tranquillamente escludere. Insomma, libertà di cura sì, di ingannare no.

E cosa succede da noi? La legislazione italiana (seguendo quella europea) è già più avanzata di quella americana, perché è da anni ormai che è obbligatoriamente presente sulle confezioni di questi “farmaci” l’indicazione “medicinale omeopatico perciò senza indicazioni terapeutiche approvate”.

Si potrà obiettare che quanto disposto dalla Ftc sia più duro, con il riferimento alle teorie di fine 1700. Tuttavia, questa disposizione riguarda solo i medicinali omeopatici che sono venduti come Otc (“over the counter” ovvero i farmaci che possono essere liberamente presi dal cliente sugli scaffali e pagati alla cassa, senza chiedere nulla a nessuno) non quelli consegnati dal farmacista. In Italia, i “medicinali omeopatici” venduti nelle farmacie, pur non essendo soggetti a prescrizione medica, sono dispensati solo dai farmacisti. Esiste una vasta “zona grigia”. Solo i medici possono eseguire una diagnosi e prescrivere i “medicinali omeopatici”, anche quelli che sono essenzialmente acqua. Se li consigliassi io oppure un farmacista, saremmo perseguibili per esercizio abusivo della professione medica. Tuttavia, il cliente può chiedere di acquistare un “medicinale omeopatico” e il farmacista ne può consigliare uno specifico sulla base delle sue competenze.

Quando ho vissuto a San Diego in California ho trovato inquietante le modalità di vendita dei farmaci dentro i supermercati, non solo di quelli omeopatici. Così come ogni volta che entro in una farmacia italiana e vedo delle caramelle di zucchero vendute a decine di euro vicino ai farmaci efficaci per l’influenza. Tuttavia, anche se non ideale, preferisco ancora la regolamentazione italiana. Non tutto quello che proviene “dall’America” è necessariamente migliore di ciò che c’è in Europa. Sarebbe il caso di apprezzare le nostre leggi perché non sono così malvagie. Si potrebbe fare di più, forse proibire la vendita di medicinali omeopatici nelle farmacie e radiare i medici omeopati, come auspica qualcuno? Se qualcuno ci vuole davvero credere, non si può andare oltre all’informarlo adeguatamente, spiegandogli che l’omeopatia è nel migliore dei casi inutile, se non dannosa quando si sostituisce a terapie efficaci per condizioni serie. Per proteggere la salute (e il portafoglio) dei cittadini servono la corretta informazione e la capacità critica, più che le proibizioni.

ilfattoquotidiano.it

Non volevano lavorare oltre il loro turno: bimbo nasce con gravi lesioni. Sospese 3 dottoresse

Fa rabbrividire la motivazione che ha portato alla sospensione dell’esercizio della professione medica per tre sanitari dell’ospedale catanese Santo Bambino.

Secondo le indagini della procura di Catania, che ha ottenuto il provvedimento da parte del gip del Tribunale, i tre medici, per non dover svolgere lavoro straordinario oltre l’orario previsto, avrebbero evitato di effettuare un immediato e necessario taglio cesario, nonostante gli episodi di sofferenza fetale mostrati dal tracciato. I tre avrebbero addirittura somministrato alla gestante, di 26 anni, un farmaco assolutamente controindicato nel caso di sofferenza fetale.

Purtroppo, a causa della negligenza dei sanitari, il bambino è nato con una grave forma di encefalopatia.

Dopo due anni dall’episodio, le dottoresse Amalia Daniela Palano, Gina Currao e Paola Cairone sono state sospese rispettivamente per 12 mesi, 6 mesi e 4 mesi.

Oltre che per lesioni gravissime, le dottoresse Palano e Currao, sono state accusate anche di falso poiché avrebbero evitato di segnalare l’episodio nella cartella clinica e non avrebbero avvisato i colleghi del turno successivo della gravità del quadro clinico.

Pur non a conoscenza dell’episodio, la dottoressa Cairone risulta indagata per negligenza perché non avrebbe contattato in tempo il neonatologo, oltre a inserire di falsi in cartella per mascherare il proprio operato.

FONTE

La sconcertante nuova moda dei giovani di sniffare l’oki

QUALCHE SETTIMANA FA AVEVA FATTO SCALPORE LA NOTIZIA DI UNA SCUOLA DI MARTELLAGO, in provincia di Venezia, dove alcuni studenti dell’Istituto Matteotti erano stati colti in flagranza a “sniffare” l’Oki. Ma non si tratta di un episodio isolato, perché nella vicina scuola media ragazzini poco più che 12enni hanno confermato questa “moda”.

Anche dalla Puglia arrivano conferme, con segnalazioni da parte di genitori, che hanno scoperto che le bustine di antidolorifico custodite in casa erano sparite. “Anche nella provincia di Milano questa nuova tendenza è diffusissima: solo un anno fa, quando ne parlavo coi ragazzi delle scuole dove faccio prevenzione, mi sentivo rispondere che ne avevano sentito solo accennare. Ora, invece, mi confermano di conoscere molto bene questa nuova frontiera dello “sniffo”, con cenni di consenso” racconta ancora Comi.

Eppure l’Oki non è l’unica “droga da strada” a cui ormai fanno ricorso i ragazzi per procurarsi lo “sballo”. Enrico Comi, 47 anni, padre di tre figli, lascia infatti intendere che di “polvere bianca” da inalare ne esiste anche altra, a portata di mano, anche in casa dei genitori.

-Ma i ragazzi sono consapevoli dei rischi che corrono?

No, per niente. Sono invece convinti di poter smettere in qualsiasi momento. Quando però chiedo loro se conoscono qualcuno che ha smesso, rimangono spiazzati.

-Pensa che questa nuova “moda” sia l’anticamera dell’uso di droghe vere e proprie?

Non proprio, nel senso che ormai i ragazzi si accontentano di qualsiasi cosa trovino in circolazione: se trovano la marijuana fumano quella, se c’è cocaina a disposizione ne assumono, altrimenti si accontentano delle bustine di Oki. Non esiste più una droga prevalente, si adattano a qualunque sostanza sia reperibile e si abituano a un po’ di tutto.

-L’importante è trovare un po’ di “sballo”?

Sì e proprio questo è l’aspetto più preoccupante: i ragazzi si stanno abituando (e in alcuni casi si sono già abituati) a vivere usando qualcosa per avere delle emozioni, che altrimenti non sono in grado di provare. E questo nonostante lo “sballo” provocato, ad esempio, dall’Oki sia relativo: gli studenti mi raccontano che dura poco, dà un po’ di ebrezza, ma niente di più. Eppure gli effetti collaterali possono essere anche molto gravi, dalle irritazioni alla mucosa ai disturbi gastrici, ecc.

-Si tratta comunque di una “moda” importata dall’estero, dagli Usa?

Sì, i primi casi sono stati segnalati lì e, tramite internet, è stato facile fare lo stesso anche qui. Comi, dopo un passato da tossicodipendente e la riabilitazione in comunità, è riuscito a cambiare vita. Di sé dice di “aver riaconquistato la capacità di amare se stesso” e “la volontà di amare gli altrie la vita”. E’ padre di tre figli e co-autore dell’opera teatrale StupeFatto, premiata nel 2013 dal Presidente della Repubblica con la medaglia per l’impegno civile e sociale . Nel 2008 è stato nominato ambasciatore di Pace dalla Universal Peace Federation e nel 2006 ha ricevuto il premio della Fundation for Grug Free Europe di Bruxelles.

-Cosa dice ai suoi tre figli e ai ragazzi che incontra quotidianamente?

Ai ragazzi parlo dei rischi per la salute, con un taglio scientifico, ma cerco anche e soprattutto di stimolarli e di farli ragionare.

-Cosa ne pensa della liberalizzazione della marijuana?

Molti ritengono che si possa smettere di “farsi le canne” quando si vuole, ma non è così. Non sono contrario alla legalizzazione in se stessa, ma penso che ci siano dei forti interessi che spingono in questa direzione. La quantità ad uso personale già consentita oggi non è affatto bassa, al contrario è importante. Vede, se viene approvato l’uso di cannabis a livello terapeutico, è poi più semplice approvarne anche l’uso ricreativo. In quasi tutti i Paesi dove è consentito l’uso terapeutico, si è poi arrivati alla legalizzazione anche ad uso personale. Penso che ci sia una strategia ben precisa da parte di qualcuno che ha forti interessi a che ciò avvenga.

Fonte: Panorama

Topi al ristorante cinese, maxi-multa di 9mila euro

Topi al ristorante cinese, maxi-multa di 9mila euro
„Controlli dei Nas ad Abano (Padova) dopo che il noto ristorante era stato segnalato da alcuni avventori, che avevano denunciato la presenza di un topo. Varie irregolarità e carenze igieniche, ma il locale resta aperto“

 

Topi al ristorante cinese, maxi-multa di 9mila euro

La segnalazione è arrivata da alcuni clienti, poi la situazione è stata accertata dai Nas.

Igiene carente, soprattutto in cucina e nei magazzini: è la situazione appurata, nel corso di un’ispezione effettuata martedì dai Nas e dai carabinieri della stazione di Abano Terme, all’interno di un noto ristorante cinese della cittadina aponense.

Il locale era stato segnalato nei giorni scorsi da alcuni avventori, che avevano denunciato al 112 la presenza di un topo nel locale dove avevano trascorso la serata. Nel bel mezzo della cena, sarebbe apparso il roditore, che passeggiava tranquillo tra i tavoli.

Ci sarà un’ulteriore segnalazione all’autorità sanitaria: i Nas non hanno rilevato la presenza di ratti, per la cui disinfestazione si è già attivato il titolare dell’esercizio; tuttavia, sono state ricontrate numerose irregolarità, in particolare per quanto riguarda l’igiene dei locali cucina e dei magazzini.

Le numerose irregolarità riscontrate hanno comportato sanzioni amministrative per un totale di 9mila euro, ma il ristorante resta aperto.

 

FONTE: La notizia su PadovaOggi

 
 

McDonald’s costretta a pubblicare la lista degli additivi tossici. Ed è ALLUCINANTE !!

MCDONALD’S HA SVELATO DICIAMO CHE E’ STATA COSTRETTA A FARLO, la lista integrale degli ingredienti contenuti nelle sue preparazioni in Svizzera. Una lista in cui figurano ingredienti chimici cancerogeni, allergici, reprotossici e neurotossici. A causa delle diverse legislazioni alimentari, i prodotti McDonald’s non sono fabbricati allo stesso modo in ogni paese. La situazione peggiore è in Canada e negli Stati Uniti, dove la legislazione alimentare permette l’utilizzo di additivi proibiti in Europa. Malgrado norme europee più restrittive, basta guardare la lista dei prodotti tossici usati nei McDonald’s in Svizzera per rendersi conto che molto dovrebbe ancora essere migliorato.

Polydimethylsiloxane (E900)
Questo additivo è presente nei croccanti filetti di pollo, nelle porzioni di filetto di pesce, nel MacPoulet, junior al pollo, nelle McCrocchette di carne bianca, nelle patate fritte, nella Coca cola light.Tossicità : Il E900 è un additivo la cui tossicità è stata dimostrata e che ha dato luogo a una DGA (dose giornaliera autorizzata). La prolungata assunzione provoca reazioni ipersensibili, immediate o ritardate, allergie ed è cancerogeno a causa di potenziali residui di formaldeide e amianto. Esiste il rischio di problemi epatici e renali e di problemi del sistema nervoso. Il polydimethylsiloxane puro, quale sostanza chimica, corrode numerosi metalli, irrita la pelle, gli occhi e le vie respiratorie. Se ingerito causa nausea, diarrea e vomito.

Diossido di titanio (E171) – Topping M&M’s choco
Tossicità : Malgrado questo additivo sia comunemente usato nell’alimentazione, nei cosmetici e nei prodotti farmaceutici, la non pericolosità del diossido di titanio è sempre più dibattuta. Il prodotto è classificato come cancerogeno (gruppo 2B) presso il Centro internazionale di ricerche sul cancro (CIRC) ed effetti genotossici sono stati dimostrati. La possibile fabbricazione del diossido di titanio sottoforma di nanoparticelle complica il suo trattamento da parte dell’organismo, con rischio di accumulazione. Il prodotto finale contiene residui a rischio : ossido di alluminio e/o diossido di silicio (≤ 2%), materie solubili in HCl (≤ 0,5% / 1,5%), materie idrosolubili (≤ 0,5%), tracce di metalli pesanti, di piombo, di antimoniom di cadmio, di arsenico e mercurio.

Ester glycerol, acido diacetyltartrico, acidi grassi (E472e)
Pane Big Mac, Big Tasty, Big Tasty Bacon, Cheeseburger, Double Cheeseburger, Cheeseburger Royal, Bacon & Egg McMuffin. Tossicità : Prodotti chimici che contrastano la digestione e l’azione dei succhi digestivi. Studi degli elementi della famiglia dei gliceridi condotti su animali hanno mostrato un blocco della crescita, aumento del volume del fegato e dei reni, cattiva assimilazione degli acidi grassi essenziali, riduzione delle dimensioni dei testicoli, problemi all’utero.

Blu brillante (E133) – Topping M&M’s choco
Come la maggior parte dei coloranti, il E133 è sospettato di causare iperattività nei bambini. Tossicità : L’assenza di pericolo cancerogeno e genotossico della sostanza non è provata. Alcuni test sui topi hanno permesso di osservare l’apparizione di sarcoma localizzati. Può provocare o amplificare orticaria, asma, sintomi cutanei e respiratori, eccezionalmente anafilassi. E’ un potenziale neurotossico, può bloccare la respirazione mitocodriale, provocare sintomi gastro-intestinali. La sostanza pura è classificata Xn (nociva e R33 (rischio di effetti cumulativi).

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