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STUPRA DUE 20 ENNI NEL GIRO DI UN ORA,ARRESTATO

Stupra una turista tedesca in via Etnea e una 23enne in piazza Cavour: arrestato

Durante un’attività di controllo del territorio, una pattuglia del commissariato Borgo-Ognina, mentre si trovava all’altezza di via Etnea angolo viale XX Settembre, è stata attratta dalle urla di una donna straniera. I poliziotti si sono pure accorti di un individuo che si allontanava frettolosamente.

Gli operatori hanno prontamente inseguito e bloccato il fuggitivo il quale, così come dichiarato nella denuncia sporta dalla vittima, poco prima si era reso responsabile del reato di violenza sessuale. Si tratta di Giovanni Attanasio.

Vista la delicatezza della vicenda e visto che la ventunenne tedesca, molto scossa e in lacrime, non parlava la lingua italiana, la denuncia è stata ricevuta alla presenza di un’interprete donna.

Immediatamente è scattata un’attività investigativa che nel giro di pochissimo tempo ha permesso ai poliziotti di accertare che il medesimo individuo, poco prima, era stato autore di un analogo reato nei riguardi di una ragazza italiana di 23 anni. Quest’ultima, in sede di denuncia, ha precisato che l’aggressione è avvenuta in piazza Cavour, riconoscendo l’autore della violenza nel soggetto arrestato.

Il malfattore, senza fissa dimora, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato rinchiuso nella casa circondariale Piazza Lanza.

cataniatoday.it

 

 

Agrigento, fermata al volante senza patente, picchia i Carabinieri e scappa: arrestata 76enne

Domenica sera i Carabinieri della Stazione di Ravanusa, in provincia di Agrigento, hanno arrestato una donna di 76 anni e il figlio quarantasettenne per violenza, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. La casalinga era alla guida della Volkswagen Golf senza aver mai conseguito la patente. Fermata dai Carabinieri è fuggita provando a forzare il posto di blocco, ma una volta raggiunta si è scagliata assieme al figlio, pastore, sui militari dell’Arma.

I due, già noti alle Forze dell’Ordine, sprovvisti anche della copertura assicurativa e indispettiti dall’accertamento cui erano stati sottoposti, “Senza ragionevole motivazione si scagliavano contro i militari operanti, colpendoli con violenza fisica e procurando loro lesioni per le quali dovevano successivamente ricorrere a cure mediche presso la locale Guardia Medica”. Madre e figlio sono stati accompagnati a casa dove sconteranno gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

ilmessaggero

Arrestati 13 agenti della polizia stradale per estorsioni e false sparatorie

La denuncia è partita da imprenditore che lamentava richieste di denaro da parte degli agenti che “presidiavano” il proprio deposito. La Procura di Nola guidata da Paolo Mancuso, grazie anche alle indagini messe in campo dagli stessi colleghi (cioè quelli buoni guidati dal primo dirigente Carmine Soriente), ha sospeso dal servizio 13 poliziotti appartenenti alla sezione polizia stradale di Napoli per vari reati tra cui la concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici, simulazione di reato e danneggiamento aggravato.

Fermavano gli automobilisti per una serie di controlli e, dopo aver riscontrato infrazioni vere o presunte al codice della strada, li inducevano a versare somme di denaro “variabili”, a seconda delle possibilità economiche delle vittime. “L’esito della complessa attività ha consentito di accertare, nei confronti dei 13 poliziotti, gravi indizi che sono stati oggetto dell’odierna ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Nola su richiesta della Procura”.

Gli inquirenti hanno scoperto, che in un caso, i poliziotti avevano inscenato un conflitto a fuoco, denunciando che uno dei veicoli fermati aveva sparato contro gli agenti che a loro volta avevano risposto.

A portare avanti le indagini, tramite intercettazioni ambientali e telecamere nascoste nelle volanti di servizio gli stessi colleghi della stradale, come sottolineato dal procuratore Nola Mancuso che ha ringraziato “la pregevole condotta della squadra di polizia giudiziaria della stessa polizia stradale delegata per le indagini”. Gli agenti sospesi dal servizio sono Vincenzo Caianiello, di 57 anni; Corrado Mazzarelli, 54; Giuseppe Moramarco, 52; Lucio Papa, 47; Alfonso Esposito, 52; Pasquale Golino, 55; Giuseppe Vallone, 41; Giovanni Laezza, 44; Gennaro Santillo, 45; Antonio Pezzella, 42; Salvatore Di Biase, 41; Federico Nisi, 42, e Massino Giuseppe Minicozzi, di 46.

 

road2sportnews.com

Non era ketamina ma farina di riso,libero dopo 40 giorni di carcere

La polvere bianca trovata nel suo appartamento di Bologna non era ketamina, come rilevato dal “narcotest” al momento dell’arresto. Ma farina di riso, prodotto per maschere per il viso utilizzato dalla moglie. Il risultato, emerso grazie alle analisi tecniche sollecitate dalla difesa, dopo quasi 40 giorni di carcere ha portato alla liberazione di un marocchino di 54 anni, assistito dall’avvocato Savino Lupo.

Lo straniero era stato arrestato dalla polizia il 14 ottobre per detenzione di droga e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, dopo un controllo in via della Beverara. Nella fuga si era liberato di circa 5 grammi di cocaina: visti i suoi precedenti si era proceduto ad una perquisizione in casa, dove erano stati sequestrati un frammento di hascisc e quasi due etti di polvere bianca, tra una tazzina in cucina e un barattolo in bagno. Il test fatto in questura con i reagenti chimici aveva dato una positività alla ketamina per la polvere, oltre che all’eroina, 0,8 grammi che l’uomo aveva in un taschino. Sulla base del quadro indiziario emerso, la Procura aveva chiesto con successo al Gip convalida dell’arresto e carcere. E l’indagato, forse per timore di conseguenze per la moglie, ha detto di aver ricevuta la polvere da un connazionale, tornato in patria.

La svolta, alla fine della scorsa settimana, quando si è affidato all’avvocato Lupo: dopo aver parlato con i familiari del marocchino, che negavano potesse possedere ketamina, ha nominato come consulente di parte la tossicologa Elia Del Borrello. La specialista, dopo aver analizzato i campioni sequestrati, ha spiegato in un parere tecnico che si trattava di una sostanza organica che non contiene ketamina; alla stessa conclusione nel frattempo sono arrivate anche le analisi della Scientifica. Il Gip, a quel punto, ha accolto l’istanza per la scarcerazione avanzata dall’avvocato Lupo; il Pm aveva chiesto i domiciliari. Anche per l’eroina, il narcotest è stato smentito. “Non è mia intenzione far polemiche

ha commentato il penalista – ma questa vicenda deve suscitare una riflessione doverosa: non è la prima volta che mi trovo di fronte a false positività nei narco-test, che evidentemente vengono fatti con strumentazioni non adeguate. In casi come questi occorrerebbe sempre far fare un accertamento tecnico più approfondito, che tuttavia richiede tempo e denaro, ma che alla luce anche di questo episodio appare essere più idoneo, nell’interesse di tutti”.

 

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IMPARA IL SALUTO NAZISTA AL CANE,ARRESTATO

Il giovane scozzese Markus Meechan è stato arrestato dalla polizia diLanarkshire, in Scozia, per aver insegnato alla cagnolina della sua fidanzata adalzare la zampa a mo’ di saluto nazista. Alla carlina – di nome Buddah – venivano spesso fatti vedere alcuni video di Hitler, e le era stato insegnato a imitare il braccio teso al suono delle famigerate parole “Sieg Heil“. E’ stato lo stesso Markus a pubblicare su YouTube le sue particolari “lezioni” all’animale.

Quando il video è stato caricato online, Markus Meechan, in seguito alle immediate polemiche, ha negato di essere razzista, e ha insistito di aver fatto il filmato solo per infastidire la sua ragazza: “Mi dispiace tanto di aver offeso la comunità ebraica, non era mia intenzione e mi scuso”. L’obiettivo, infatti, sarebbe stato quello di far smettere la sua fidanzata dal ripetere ossessivamente quanto la sua cagnolina fosse buona e brava.

Ma non è stato evidentemente il modo migliore. Un portavoce dello ScoJeC, il Consiglio delle comunità ebraiche scozzesi, ha detto al Daily Mirror che il comportamento del ragazzo è “una forma di razzismo che deve essere condannata”. Anche Ephraim Borowski, il direttore dello ScoJec, ha aggiunto che “è scandaloso trattare come uno scherzo l’omicidio meticolosamente pianificato di sei milioni di persone”, invocando provvedimenti nei confronti del giovane.

Markus Meechan è stato dunque arrestato il 28 aprile nella sua casa di Coatbridge, a pochi chilometri a est di Glasgow, ma è stato successivamenterilasciato in attesa di ulteriori indagini. David Cockburn, ispettore del Dipartimento Investigativo del Lanarkshire, ha definito il filmato “profondamente offensivo“, facendo peraltro notare come il video sia stato vistopiù di un milione di volte.

Cockburn sostiene anche che questo arresto deve servire come un avvertimentoper chiunque pubblichi tale materiale online, poiché tale azione non verrà tollerata.

 

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PICCHIAVANO I BAMBINI DI 2-3 ANNI ARRESTATE DUE MAESTRE D’ASILO

Due maestre di una scuola materna pubblica di Bari sono state poste agli arresti domiciliari dai carabinieri per maltrattamenti ai bambini. L’accusa è di avere schiaffeggiato, strattonato, preso a calci gli alunni a loro affidati, tra i due anni e i tre anni e mezzo. Per far stare fermi i piccoli, immobilizzavano loro le mani, li trascinavano sul pavimento, li colpivano alla nuca e li sottomettevano a terribili vessazioni.

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Le donne, entrambe residenti nel capoluogo pugliese, lavoravano presso la scuola materna “Arcobaleno”, appartenente all’Istituto Comprensivo Aristide Gabelli di Bari Santo Spirito. Le indagini, scaturite dalle denunce presentate da alcuni genitori dei bimbi vittime dei maltrattamenti, hanno trovato puntuale riscontro attraverso lo svolgimento di attività tecnica di intercettazione ambientale compiuta nella classe.

Tra il 31 marzo e il 22 aprile i carabinieri avrebbero accertato 37 episodi di maltrattamenti compiuti in 15 giorni effettivi di lezione. I singoli episodi violenti compiuti dalle due maestre, alla presenza di tutti gli alunni di una classe, avevano come vittime designate prevalentemente tre bambini, tutti di 3 anni. I maltrattamenti avrebbero provocato, secondo l’accusa, “gravi danni sull’equilibrio psicofisico di tutti i minori appartenenti alla predetta classe, con gravi ripercussioni sulla loro serena crescita, perché costretti a subire quotidianamente inaudite violenze ed a vivere nel costante terrore e dolore.

La procura di Bari riferisce poi come il 22 aprile una delle due maestre ha strattonato per un braccio una bambina, spingendola così forte da farla sbattere di peso contro un banchetto, per poi rimbalzare all’indietro, perdere l’equilibrio e cadere in avanti, a pancia in giù. La bambina è finita con corpo e la faccia sul pavimento, rimanendo esanime per alcuni minuti, senza né piangere né parlare, mentre la maestra ha continuato a girare per l’aula proseguendo nelle sue attività, ignorando le condizioni della piccola e facendola ignorare anche agli altri bambini.

Sempre lo stesso giorno, la maestra ha nuovamente strattonato la bambina, mettendola in punizione, tenendola bloccata con forza su una sedia con una gamba, per circa 15 minuti, mentre la piccola cercava invano di divincolarsi, sempre a presenza dei suoi compagni. Le indagini continuano al fine di accertare eventuali responsabilità di altri soggetti.

tgcom24

ARRESTO E SANZIONE PER CHI ABBANDONA UN ANIMALE

Ottime notizie per gli animalisti e gli amanti degli animali

Con la stagione estiva aumentano i casi di abbandono di animali per strada. La Polizia Stradale ricorda che si tratta di un reato perseguito ai sensi dell’articolo 727 del Codice penale, con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. “L’abbandono dei cani implica una serie di rilevanti conseguenze igieniche, sanitarie e sociali – ricorda la Polstrada -. Tra queste, i numerosi incidenti stradali causati proprio dai cani abbandonati”.

“Diverse istituzioni cercano di diffondere la cultura del possesso responsabile per contrastare l’abbandono dei cani”, sottolineano le forze dell’ordine, che ricordano “che è possibile segnalare la presenza di cani abbandonati alle varie istituzioni presenti in provincia e, nel caso di pericolo per la circolazione stradale sulle strade statali e autostrade che interessano la nostra provincia, la segnalazione più efficace è informare la Polstrada all’utenza 0544.404121 indicando la posizione esatta (strada e se possibile il chilometro)”.

FONTE

 

VENDEVANO LA FIGLIA 12ENNE PER BUSTE DELLA SPESA E RICARICHE TELEFONICHE

Catania,quartiere Librino.

Una coppia è stata denunciata e sottoposta agli arresti domiciliari per favoreggiamento e induzione alla prostituzione minorile,secondo gli agenti i genitori vendevano la propria figlia ad uno zio e ad un amico i quali avevano rapporti sessuali con la ragazzina all’interno della abitazione della stessa col consenso dei genitori.

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Ad incastrarli è stata la prontezza di una zia dell’adolescente la quale vedendo dei messaggi anomali tra le parti ha iniziato a destare sospetti,la minore è stata affidata ad una casa famiglia,mentre gli orchi sono stati rinchiusi al carcere di piazza lanza di Catania,scioccante il materiale trovato nelle conversazioni sul telefono della ragazza,la cui era solita scambiare foto e messaggi sessualmente espliciti con i propri carnefici.

Per i genitori solo una denuncia a piede libero.

Stragi Parigi, arrestato il super ricercato Mohamed Abrini

E’ stato arrestato Mohamed Abrini, uno dei super ricercati per le stragi di Parigi. Lo riferisce l’emittente belga Vrt. Il terrorista era stato filmato dalle telecamere della stazione di servizio Ressons, sull’autostrada per la capitale francese, insieme a Salah Abdelsam qualche ora prima degli attentati del 13 novembre. Abrini sarebbe stato arrestato nella zona di Anderlecht, un quartiere di Bruxelles adiacente a Molenbeek.

Abrini era al volante della Renault Clio usata negli attentati di Parigi. Era l’ultimo latitante degli attacchi dopo l’arresto di Salah Abdeslam. Contro di lui era stato emesso un avviso di cattura internazionale dal 24 novembre scorso. Abrini era stato filmato in compagnia di Salah, che è stato arrestato venerdì a Molenbeek, intorno alle 19 dell’11 novembre in una pompa di benzina a Ressons, in Francia, lungo l’autostrada in direzione di Parigi.

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Anche una seconda persona è stata arrestata: forse si tratta dell’uomo visto insieme a Khalid El Bakraoui alla metro Pétillon prima dell’attacco alla stazione Maelbeek a Bruxelles.

E’ lui l’uomo col cappello di Bruxelles? – Mohamed Abrini, sospetto legato agli attacchi di Parigi del 13 novembre e arrestato, è “più che probabilmente l’uomo con il cappello” che era apparso nelle immagini di videosorveglianza del 22 marzo dell’aeroporto di Bruxelles insieme ai due kamikaze dello scalo di Zaventem. Lo riporta l’emittente fiamminga Vrt.

TGCOM

ARRESTATI 7 INFERMIERI E MEDICI CHE MALTRATTAVANO I PAZIENTI

Nel centro di riabilitazione di Potenza “Don Uva” sono state arrestate sette persone, tra medici ed infermieri, per sequestro di persona e maltrattamenti aggravati e continuati ai danni di numerosi pazienti.

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Eseguite dai Carabinieri del Nas otto ordinanze di divieto di dimora.

Secondo le indagini, all’interno della clinica tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, sono stati 28 i pazienti che hanno subito maltrattamenti, tutti ricoverati per diverse patologie.

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