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Agrigento, fermata al volante senza patente, picchia i Carabinieri e scappa: arrestata 76enne

Domenica sera i Carabinieri della Stazione di Ravanusa, in provincia di Agrigento, hanno arrestato una donna di 76 anni e il figlio quarantasettenne per violenza, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. La casalinga era alla guida della Volkswagen Golf senza aver mai conseguito la patente. Fermata dai Carabinieri è fuggita provando a forzare il posto di blocco, ma una volta raggiunta si è scagliata assieme al figlio, pastore, sui militari dell’Arma.

I due, già noti alle Forze dell’Ordine, sprovvisti anche della copertura assicurativa e indispettiti dall’accertamento cui erano stati sottoposti, “Senza ragionevole motivazione si scagliavano contro i militari operanti, colpendoli con violenza fisica e procurando loro lesioni per le quali dovevano successivamente ricorrere a cure mediche presso la locale Guardia Medica”. Madre e figlio sono stati accompagnati a casa dove sconteranno gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

ilmessaggero

Roma, a San Pietro carabinieri pagano l’albergo a una profuga e alla sua bambina

Roma è anche questo: due carabinieri in servizio che salvano una donna accovacciata sotto al colonnato di San Pietro, che stringe la figlioletta, in una notte a temperature sotto lo zero e decidono di diventare i suoi “angeli custodi”. La donna si chiama Mireille e ha 33 anni e la sua bambina di anni ne ha tre. Vengono dal Congo e in Italia è una rifugiata politica ma ancora non ha un lavoro nè una casa, così, spesso, si appoggia a centri per stranieri o nei conventi della città. Due notti fa però nessuno poteva ospitare lei e la sua piccola. E Mireille, come riportato dal settimanale Famiglia Cristiana, senza chiedere nulla a nessuno si è sistemata sotto il colonnato stringendo a sè la sua bambina.

I due carabinieri angeli di pattuglia sono stati contattati dalla casa famiglia “Suore della Redenzione Villa Mater Admirabilis”. “C’ è qualcuno che ha bisogno di voi”. Mireille aveva bussato alla porta di quella casa d’ accoglienza come ultima spiaggia per chiedere di trascorrere la notte, ma il posto proprio non c’era. «Cercare quella donna, noi abbiamo dovuto dirle di no non avevamo posto”. È iniziata così una corsa contro il tempo per trovare un tetto a madre e figlia. Mireille era stata dimessa da poco dall’ ospedale, i servizi sociali del Comune capitolino, allertati dalla donna, non hanno potuto fornirle assistenza per la notte.

Ecco quindi che i due carabinieri della compagnia San Pietro si mettono in moto e, dopo aver fatto salire in auto la congolese e la sua bambina, cominciano a girare per trovare una sistemazione. Quindi l’idea dei due di regalare un Capodanno di calore a Mireille e alla piccola. In gazzella si dirigono all hotel Marc’Aurelio,

un albergo in via Gregorio XI nel quartiere Boccea. «La signora e la bambina sono nostre ospiti» hanno detto i due militari dell’ Arma al portiere di notte. I due carabinieri della Compagnia San Pietro prenotano e pagano una camera matrimoniale, poi una volta fatte accomodare al caldo, vanno a coprare latte, biscotti, vestiti e un pasto.

La donna li ha ribattezzati gli “angeli della notte”. E i due militari angeli lo sono stati davvero.

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