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Valverde (CT) I genitori si separano, 14enne si impicca in casa della madre

I genitori si separano, 14enne si impicca in casa della madre

Una quattordicenne si è tolta la vita, impiccandosi nella sua stanza nella casa in cui abitava assieme alla madre a Valverde. Secondo quanto si è appreso, soffriva per la separazione dei genitori. La ragazza ha lasciato un biglietto che spiegava a mamma e papaà il suo drammatico gesto e per sottolineare che non era colpa loro.

Ha lasciato una lettera con parole di saluto e ha chiesto alla madre di trasmetterle ai suoi amici. Il fatto è successo intorno a mezzanotte e la madre l’ha scoperto al rientro a casa.

Quando i medici del 118 sono giunti in casa era già morta per asfissia. Secondo il procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro: “C’erano delle fragilità pregresse nella ragazzina, i cui genitori si erano separati cinque anni fa, ma cerchiamo la causa scatenante del suicidio, che al momento non emerge con chiarezza. Che sia un suicidio non ci sono dubbi, anche alla luce della lettera di spiegazioni che la ragazza ha lasciato. Non emergono problemi di scuola o di relazione. Attendiamo il rapporto dei carabinieri della compagnia di Gravina di Catania per avere un quadro più chiaro anche sul movente”.

“Siamo vicini alla famiglia in un momento di così grande dolore, frutto di un disagio giovanile che a volte non si riesce neppure a percepire. La nostra comunità, sconvolta, è vicino ai suoi familiari”. Così il sindaco di Valverde, Saro D’Agata, ha commentato la notizia.

cataniatoday.it

 

Immigrati stuprano ragazza italiana di 16 anni, poi la uccidono

Ilenia, così si chiamava la ragazza, giorno 8 Luglio 2016 intorno alle ore 23:30 faceva una passeggiata con il suo fidanzato per le strade del centro di Roma.
I due immigrati, una volta avvicinati alla coppia, cominciano a minacciare e picchiare il ragazzo facendolo svenire, dopodiché si avventano sulla giovane Ilenia stuprandola e successivamente uccidendola. Il corpo è stato trovato la mattina dopo in un vicolo vicino il luogo dell’aggressione.
Le forze armate, insieme alle descrizioni del disperatissimo ragazzo, sono riusciti ad arrestare i due clandestini africani un giorno dopo.

I familiari e gli amici afflitti dal dolore chiedono allo stato italiano di rimandare i due uomini nei propri paesi di origine, ma lo stato rifiuta.

 

FONTE

QUINDICENNE UCCIDE IL SUO STUPRATORE,ASSOLTA DAL GIUDICE.

Inghilterra. Un giudice si è offerto di pagare di persona le spese processuali per una ragazzina di 15 anni colpevole di aver accoltellato e ucciso il pedofilo che abusò di lei quando era solo una bambina. Inoltre, Jonathan Durham Hall ha anche evitato che l’adolescente finisse in carcere, condannandola a due anni in un centro di riabilitazione per minori: “Sarebbe una disgrazia imperdonabile mandare una sopravvissuta come te in prigione”, ha detto l’uomo.

 

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A motivare la decisione del giudice, la convinzione che la giustizia inglese fosse stata troppo tenera con il pedofilo che abusò della ragazza quando aveva solo otto anni: dopo essere stato arrestato, l’uomo ha scontato una pena di sei anni ed è tornato in libertà. Stessa convinzione che ha armato la mano della ragazzina: quando ha saputo che l’uomo che le aveva rovintato la vita era tornato in libertà non ha saputo resistere allo sdegno. Inoltre, il suo aguzzino si era anche fatto vivo per farle sapere che era tornato, così lei è andata a casa sua e non appena l’uomo ha aperto la porta gli ha piantato un coltello nella pancia dicendogli “Ho intenzione di ucciderti”, poi lo ha finito tagliandogli la gola.

Fonte: Il Mattino

STUDENTESSA MUSULMANA: ‘VOI NON CAPITE NULLA; E’ TUTTO SCRITTO NEL CORANO’

MILANO- Scenario: aula magna dell’Istituto Tecnico Commerciale Schiapparelli nel centro di Milano. Contesto: circa trecento studenti delle ultime due classi, dunque quasi tutti in età compresa tra i 17 e 19 anni, sono riuniti per assistere a una lezione sulla nascita di Isis in Medio Oriente e le sue manifestazioni in Europa tenuta da due giornalisti del Corriere, Mara Gergolet e l’autore di questo articolo. Per circa un’ora e mezza parliamo delle radici del Califfato in Iraq, i suoi sviluppi in Siria, le ragioni del suo radicamento tra le masse sunnite, la sua capacità di raccogliere seguaci ed effettuare attentati terroristici nelle nostre città europee. Si cerca di raccontare in termini semplici, aiutati da una grande carta geografica del Medio Oriente proiettata sul muro, senza però dimenticare le radici storiche e soprattutto lo scontro tra sciiti e sunniti che da anni infiamma il mondo islamico.

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«Non servono altri libri, il Corano spiega tutto»

Ed è proprio quest’ultimo soggetto che sembra attirare la massima attenzione degli studenti. Consigliamo, visto che dopo tutto siamo in una scuola, di leggere il libro dello studioso americano di origine iraniana Vali Nasr, La rivincita sciita , che ben riassume il conflitto inter-islamico sulla successione del Profeta alla guida della comunità musulmana dopo la sua morte. Ed è allora che interviene Amina dalle ultime file. Una ragazza minuta, con un visibile velo blu in testa. «Chi l’ha detto che sciiti e sunniti si scontrano sulla successione? Per l’Islam non ci può essere successore di Maometto. E comunque è tutto spiegato nel Corano. Non servono altri libri, il Corano spiega tutto, dice tutto». Il tono è perentorio, non ammette repliche: c’è un’unica verità rivelata, impossibile metterla in dubbio. «Se io voglio conoscere la fede dei cristiani vado a chiedere a un ministro della fede cristiana. Non certo a mio papà musulmano. Ma così deve avvenire anche per i musulmani. Ci si rivolge al gran muftì della moschea di Al Azhar al Cairo. La sua definizione di sciiti e sunniti è quella giusta», aggiunge. Proviamo comunque a rispondere. «La moschea di Al Azhar ospita un’autorità sunnita, importante quanto si vuole, ma non è affatto detto che piaccia agli sciiti», replichiamo. E ancora: «Lo scontro tra sciiti e sunniti esplode dopo la morte di Maometto. Il Corano, rivelato prima, evidentemente non ne può parlare».

Il coro di applausi per Amina

Ma un coro di applausi e urla di sostegno accompagna le parole della ragazza.
«Sono una quarantina di studenti musulmani che la appoggiano sempre quando parla. Per noi è davvero difficile replicare. In genere gli studenti italiani restano zitti, non sanno bene cosa dire, non hanno argomenti», spiega Andrea, uno dei due rappresentanti degli studenti che è seduto con noi al tavolo sul podio. Intervengono un paio di professori nel tentativo di rimettere ordine. Noi incalziamo: «Forse sarebbe il caso di studiare un poco di storia delle religioni. Ricordarci che la nostra cultura europea è anche figlia del Rinascimento e dell’Illuminismo. Occorre leggere i testi di Voltaire, ricordare Rousseau, andare a rivedere le radici del pensiero laico, l’ode al dubbio di fronte al dramma delle guerre di religione che tanto sangue ha versato in Europa nei secoli scorsi». Ma non serve a nulla. I toni degli argomenti ricordano un poco i dibattiti nelle aule delle nostre scuole investite dalle rivolte studentesche negli anni Settanta. Con la differenza però che ora c’è un Islam molto più agguerrito e tutto sommato importato dall’estero. Mentre la controparte pare molto debole, impreparata.
Cerchiamo di chiudere la conferenza. Arriva qualche altra domanda. Ma Amina con la maggior parte degli studenti che la sostiene lascia l’aula. Con lo scoccare del termine della seconda ora l’incontro si chiude. Gli organizzatori sono soddisfatti. Tre docenti si dicono colpite dai toni del dibattito. Dice una professoressa: «È la prima volta che questi argomenti esplodono con tanta passione. In genere restano come soppressi, covano nell’aria senza venire alla luce» .

CORRIERE.IT

VOLEVA VIOLENTARE UNA RAGAZZA DI 21 ANNI ECCO COME LO HA RIDOTTO

SHEFFIELD – Voleva approfittare sessualmente di una giovane ragazza, ma per sua sfortuna lei è riuscita a difendersi e lo ha riempito di calci e pugni. Tutto è accaduto in un parco di Sheffield, Inghilterra, dove Johnathon Holmes, 35 anni, ha trascinato una ragazza di 21 anni in un cespuglio, con la speranza di violentarla.

 

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Ma qualcosa è andato storto per Holmes: la ragazza si è difesa, mordendogli la lingua, lo ha poi colpito sul volto e gli ha dato un pugno nello stomaco. Le ferite più profonde sono state causate da un mazzo di chiavi che la vittima ha usato per difendersi control’aggressore. Il suo sesto senso le aveva suggerito che qualcosa di spiacevole stava per accade e così la ragazza, rendendosi conto che qualcuno la stava seguendo, ha contattato il suo partner, per soccorrerla in caso di necessità. Ora Holmes, oltre a prendere un sacco di botte, è stato ovviamente arrestato e condannato a quattro anni e mezzo di carcere. “La mia vita sarebbe finita – ha detto la vittima davanti alla Corte – Se fossi stata violentata avrei preferito morire subito dopo: il mio terrore si è trasformato in rabbia”.

 

LEGGO

Il poliziotto la ferma e si sporge dentro l’auto. Quello che fa, la lascia senza parole.

Audra Daniloff ha 17 anni ed è una tipica adolescente: le piace la musica pop, è una cheerleader a scuola e adora perfino giocare a calcio.  Naturalmente è l’orgoglio dei suoi genitori.

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Un giorno, tuttavia, la ragazza si ammala violentemente. Le sale una febbre molto alta, è colpita da un pesante mal di testa e da dolori muscolari. Quella che era cominciata come una semplice influenza, si trasforma rapidamente in un incubo. In ospedale, infatti, i medici stabiliscono che tali sintomi non hanno nulla a che vedere con l’influenza, ma piuttosto con una malattia pericolosa:

Linfoistiocitosi emofagocitica o HLH. Si tratta di una malattia autoimmune piuttosto grave. Attacca gli organi, portando a febbre alta e a danni cerebrali. Pertanto, dopo un trattamento iniziale, Audra deve tornare in ospedale numerose volte per sottoporsi a cure ulteriori.

“Ha avuto una possibilità di sopravvivere pari a meno del 20 per cento!”, racconta il padre. Per darle un po’ di coraggio e tirarla su di morale, il padre le fa uno straordinario regalo. Ma più che il dono in se stesso, è il modo in cui le viene consegnato a rendere l’evento incredibile… niente di meno che dalla polizia!

 

fonte

Se il padre non avesse rimosso questo specchio, non avrebbe mai scoperto QUESTO segreto della figlia morta.

Athena Orchard è una bella ragazza, vitale, originaria di Leicester, in Inghilterra. Fare sport è uno dei suoi hobby preferiti; ama soprattutto la boxe. Si prende cura con la massima devozione delle sue 6 sorelle e dei 3 fratelli. Poco prima di Natale, la dodicenne scopre di avere un bernoccolo in testa. Non pensa sia nulla di grave, finché non sviene in cucina. Poco dopo dai medici arriva una devastante diagnosi: cancro alle ossa.

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Uno shock per la ragazza e per la sua famiglia. Nel corso di una lunga operazione, durata 7 ore, i medici rimuovono il tumore dalla colonna vertebrale. In seguito, Athena subisce un ciclo intensivo ed estenuante di chemioterapia. Lei, normalmente traboccante di energia, è troppo debole anche solo per uscire dal letto. “È sempre rimasta ottimista, mi ha detto di non piangere”, racconta la madre. “Sapevamo che il cancro era molto aggressivo… e lei ha combattuto finché ha potuto”. Purtroppo, poco dopo aver compiuto tredici anni, Athena muore circondata dall’affetto della sua famiglia.

 

Un paio di giorni dopo la morte di Athena, il padre Dean imballa tutte le sue cose. Mentre rimuove lo specchio dalla parete, ecco che scopre qualcosa sul retro. Un lungo messaggio scritto dall’alto verso il basso, parole della giovane figlia morta. “Non riuscivo a crederci. Era lunghissimo, circa 3.000 parole”, racconta Dean. “Mi ha completamente spiazzato. Ho iniziato a leggere ma dopo un po’ ho dovuto smettere, era semplicemente troppo. Il cuore mi si è spezzato”. 

 

L’addio scritto per mano di Athena è pieno di saggezza e di conforto per coloro che si è lasciata alle spalle. Ecco alcuni estratti del suo commiato:

La felicità dipende da noi. Forse non riguarda il lieto fine, ma la storia.

Lo scopo della vita è una vita di scopi. La differenza tra l’ordinario e lo straordinario risiede in questo qualcosa in più.

La felicità è una direzione, non una meta. Grazie di esistere. Siate felici, siate liberi, e per sempre giovani.

Conoscete il mio nome, non la mia storia. Avete sentito quello che ho fatto, ma non quello attraverso cui sono passata. L’amore è come il vetro, così bello ma così fragile.

Ogni giorno è speciale, la maggior parte dei giorni lo è. Un domani potresti ritrovarti una malattia mortale e per questo godi al massimo di ogni giorno. La vita è brutta solo se la rendi tale.

L’amore è raro, la vita è strana, niente dura e le persone cambiano. La vita è per tutti un gioco ma l’amore è l’unico vero premio.

Se qualcuno ti ama allora non lasciarlo andare via, non importa quanto sia difficile la situazione. Ricorda che la vita è piena di alti e bassi: senza i bassi, gli alti non significano nulla.

Aspetto di innamorarmi di qualcuno cui possa aprire il mio cuore.

L’amore non è con quella persona con cui immagini di trascorrere il tuo futuro, l’amore è con quella persona con cui credi che senza non potresti trascorre la vita.

Non c’è ragione di piangere, perché so che sarete sempre al mio fianco”.

Nessuno sa come questa ragazza abbia trovato la forza di scrivere questo messaggio. “Non ne ha mai fatto menzione, ma è proprio da lei”, commenta il padre. “Athena era molto profonda. Amava scrivere, faceva parte di lei ed era una cosa che la rendeva felice”.  “Anche se non c’è più, lei si è resa immortale con le sue parole… Terremo lo specchio per sempre. Basta leggere il suo messaggio per farci sentire come se lei fosse ancora qui”.  

Nonostante la sua malattia, Athena non ha mai perso la sua capacità di vedere la bellezza della vita e delle cose. Il suo ottimismo si manifesta tutto nei suoi ultimi pensieri, pensieri  che l’adolescente ha scritto sul retro del suo specchio. Mentre il cancro cambiava il suo corpo, lei si rileggeva queste parole guardandosi e rendendosi consapevole. Con la sua mentalità e la sua forza, lei è una fonte di ispirazione per tutti noi.

Se il messaggio di questa ragazza ti ha toccato, condividilo con tutti coloro che ti  sono cari.

 

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DA PADOVA PER SERVIRE L’ISIS IN SIRIA,RAGAZZA 19 ENNE…

Il terrorismo dentro casa è gia da molti anni,Meriem Rehaily è una 19enne residente nel Padovano che a luglio scappò di casa: c’era il timore che si fosse recata in Siria per arruolarsi tra le file dello Stato Islamico. Ora arriva la conferma: la giovane si è unita all’Isis, diventando un “soldato dell’esercito informatico” del Califfato di Abu Bakr al Baghdadi. Si fa chiamare Sorella Rim e combatte la cosiddetta cyber-jihad. “Faccio logistica, qui mi sento utile”, scrive sui social ad un’amica.

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A Sorella Rim, come riporta Il Corriere del Veneto, si rivolgono i fondamentalisti di mezzo mondo, chiedendole consigli sui programmi da utilizzare per non essere rintracciati e quali sistemi di chiamata adottare. Qualcuno, su internet, esorta i “fratelli” a mettersi in contatto con lei: “La sorella italiana è esperta nel campo della sicurezza su Twitter e in Rete, seguitela e traete vantaggio”. E’ persino finita nel mirino degli hacker di Anonymous.

Noi siamo terroristi e il fatto di atterrirvi è parte della nostra fede”, afferma la ragazza. Al padre aveva detto che sarebbe andata al mare con le amiche e, invece, a casa non è mai più tornata. E’ fuggita in Siria per arruolarsi: “Ho sostenuto il mio Stato davanti a un computer e non tornerò indietro. Se dovessi essere costretta lo farò anche sul campo“. La famiglia dice che è stata plagiata, ma lei non si tira indietro: “Qui sto bene, sono utile”.

 

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