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Sicilia, i vitalizi passano di padre in figlio. Ex onorevoli più costosi di quelli in carica

L’avvocato trapanese Elios Costa fu eletto all’Assemblea Regionale Siciliana con 14mila voti. Era il 1947, il presidente del consiglio si chiamava Alcide De Gasperi, George Marshall non aveva ancora presentato al mondo il suo celebre piano di aiuti economici per l’Europa, e quella era la prima legislatura del parlamento siciliano in epoca repubblicana. Costa rimase all’Ars solo tre anni, non venne rieletto nel 1951, e a Palazzo dei Normanni non mise più piede. Forse non avrebbe mai immaginato che quei tre anni da deputato regionale avrebbero fruttato più di duemila euro al mese di vitalizio: assegno che dopo la morte di Costa, viene percepito dalla moglie. Solo uno dei 117 casi in cui il vitalizio dell’Ars viene erogato a coniugi o figli di ex deputati grazie alla reversibilità: in totale costano 522mila euro al mese, 6 milioni e duecentomila euro l’anno. Tutto secondo legge, dato che gli ex deputati dell’Ars hanno diritto al vitalizio anche se sono stati in carica per pochi mesi (a patto di riscattare il resto degli anni fino a completare una legislatura intera), e dopo la morte hanno la possibilità di girare l’assegno ai coniugi o ai figli, a patto che questi ultimi siano “in stato di bisogno”.

Capita così che per quei pochi anni trascorsi all’Ars da Costa nel dopoguerra, Palazzo dei Normanni debba riconoscere ogni mese il vitalizio alla moglie, anche ora che dall’elezione dell’avvocato trapanese sono trascorsi quasi settant’anni. Lo stesso assegno arriva ogni mese alle vedove di Michele Semeraro, eletto nel Blocco del Popolo, e di Francesco Lanza di Scalea, che a Palazzo dei Normanni entrò invece sotto le bandiere del Blocco liberarale democratico qualunquista: dopo soli tre anni da deputati, si sono assicurati un assegno mensile quasi perpetuo. Si dovrà accontentare di appena mille euro invece Anna Rosa Baglione, rimasta da poco vedova di Franco Bisignano, che all’Ars neanche ci mise mai piede. Si candidò nel 1976 con il Movimento Sociale Italiano, fu il primo dei non eletti e rimase fuori dal Parlamento Regionale. Bisignano però, come racconta l’edizione palermitana di Repubblica, non si arrese: iniziò a farsi chiamare “onorevole” (anche se era soltanto sindaco del minuscolo comune di Furnari, nel messinese) e cominciò una guerra a colpi di carta bollata contro Antonino Fede, eletto al suo posto, ma non residente in Sicilia.

Alla fine nel 1996 il tribunale gli dà ragione: solo che la legislatura si è conclusa da “appena” 15 anni. Poco male però: a Bisignano viene concessa comunque la liquidazione e il vitalizio, che adesso passa alla vedova. L’agricoltore Carmelo Antoci, reduce della guerra d’Africa, trascorse all’Ars le prime due legislature, dal 1947 al 1955: da 36 anni, e cioè dal 1978 data della morte dell’ex onorevole, il vitalizio arriva puntuale ogni mese alla sorella. Dopo anni di segretezza dovuti a non meglio specificati motivi di privacy, l’Ars ha deciso di pubblicare on line i dati relativi ai vitalizi erogati. Si scopre così che i deputati ancora in vita che percepiscono un assegno da Palazzo dei Normanni sono 180 e costano 902mila euro al mese, quasi undici milioni l’anno. In pratica tra assegni di reversibilità e vitalizi diretti, gli ex parlamentari siciliani costano ogni anno più di quelli in carica, che invece, dopo la spending review imposta dal governo Monti, pesano sul bilancio di Palazzo dei Normanni per “appena” sedici milioni l’anno. Fino al 2011, tra l’altro, il vitalizio erogato dall’Ars era cumulabile con altre pensioni, o vitalizi legati ad altre cariche elettive.

È il caso di Calogero Mannino, l’ex ministro democristiano attualmente imputato nel processo sulla Trattativa Stato – mafia, che percepisce in totale diecimila e cinquecento euro al mese dalla Camera dei deputati e dall’Assemblea regionale siciliana. Arriva ai tredicimila euro tondi, invece, il bonifico mensile sul conto di Emanuele Macaluso, il leader dei miglioristi del Pci, ex senatore ed ex deputato regionale. È stato cancellato dalle liste del Pd perché considerato “impresentabile”, invece, Mirello Crisafulli: ciononostante arriva a guadagnare quasi settemila euro al mese dopo gli anni trascorsi tra Palazzo dei Normanni e Palazzo Madama. Non incassa il doppio vitalizio Salvatore Caltagirone di Alleanza Nazionale: secondo il sito dell’Ars, a palazzo dei Normanni trascorse solo quattro mesi, uno scampolo finale della dodicesima legislatura. Quanto basta per intascare tremila euro al mese di vitalizio.

ilfattoquotidiano

E’ siciliano l’olio d’oliva più buono del mondo

Ci sono tre aziende olivicole siciliane del Siracusano fra i produttori premiati a livello internazionale nell’ambito della 13ª edizione di Sol d’Oro di iniziativa di Veronafiere; la rassegna che premia i migliori olii extravergine di oliva di qualità a livello mondiale. I prestigiosi riconoscimenti sono stati assegnati a tre aziende che si sono affermate nelle categorie: Fruttato medio (Azienda Agricola La Tonda),Fruttato intenso (Azienda Terraliva) e Monovarietale (Azienda Agrestis).

“A dispetto dell’annata meterologicamente non felice – dice Nino Caleca, Assessore Regionale dell’Agricoltura, appena ricevuta la notizia – gli oli extravergine di oliva siciliani si affermano e ottengono meritati riconoscimenti a livello internazionale. E’ la conferma della capacità delle nostre aziende di saper produrre bene, in sicurezza, nel rispetto del territorio e con alti livelli qualitativi. E’ questa la Sicilia che produce di cui possiamo andare orgogliosi e che dobbiamo rappresentare a livello internazionale quando parliamo di eccellenze e di biodiversità in Sicilia. Intendo incontrare al più presto gli imprenditori premiati – continua Nino Caleca – per chiedere loro di aiutarmi a testimoniare al mondo intero nel Cluster Bio-mediterraneo di Expo 2015 la capacità della Sicilia di raccontare una storia millenaria”.

L’olio extravergine di oliva, elemento cardine della dieta mediterranea, è oggi un prodotto dell’eccellenza agroalimentare italiana molto richiesto all’estero e considerato al pari di un bene di lusso.I campioni sottoposti al giudizio sono stati quest’anno 238. Gli oli vincitori di medaglia, con la scheda di degustazione redatta dai 13 giudici del panel, saranno inseriti nella guida “Le stelle del Sol d’Oro” e verranno premiati formalmente nel corso di Sol&Agrifood, in programma dal 22-25 marzo 2015.

 

Ecco l’elenco dei vincitori SOL d’ORO edizione 2015

(fonte: www.solagrifood.com)

Categoria oli fruttato leggero: 

Sol d’Oro – Azienda Agricola Pietrabianca di Casalvelino (Salerno) – Campania
Sol d’Argento – Frantoio della Valle di Prezza (L’Aquila) – Abruzzo
Sol di Bronzo  – Azienda Agricola La Selvotta di Vasto (Chieti) – Abruzzo

Categoria oli fruttato medio: 

Sol d’Oro – Azienda Agricola La Tonda di Buccheri (Siracusa) – Sicilia 
Sol d’Argento – Azienda Agricola Paolo Bonomelli di Torri del Benaco (Verona) – Veneto
Sol di Bronzo – Società. Agricola Fonte di Foiano di Castagneto Carducci (Livorno) – Toscana

Categoria oli fruttato intenso: 

Sol d’Oro – Azienda Agricola Terraliva di Siracusa – Sicilia 
Sol d’Argento – Frantoio Franci di Montenero d’Orcia (Siena) – Toscana
Sol di Bronzo – Frantoio Gaudenzi di Trevi (Perugia) – Umbria

Categoria oli biologici: 

Sol d’Oro – Finca La Reja s.l. di Bobadilla (Malaga) – Spagna
Sol d’Argento – Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige
Sol di Bronzo – Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti) – Abruzzo

Categoria oli monovarietali: 

Sol d’Oro – Società Agrestis di Buccheri (Siracusa) – Sicilia 
Sol d’Argento – Società Agricola OlioCRU di Arco (Trento) – Trentino Alto Adige
Sol di Bronzo – Frantoio Hermes di Di Mercurio Claudio di Penne (Pescara) – Abruzzo

CROCETTA E IL PRESUNTO SBIANCAMENTO ANALE A CARICO DEL SERVIZIO SANITARIO

Dopo l’imbarazzante risposta del governatore della Sicilia sul trattamento dei testimoni di giustizia (servizio le iene) riteniamo opportuno voler sapere a quasi un anno di distanza come sia finita la vicenda sotto elencata,vi riportiamo per intero il coraggioso articolo di Buttafuoco che usci’ su livesicilia;
Più che Gomorra, Sodoma. In merito alle recenti vicende siciliane, l’arresto di Matteo Tutino, il medico personale di Rosario Crocetta, c’è un dettaglio rimasto appeso: lo sbiancamento anale. Tutino, mago del body jet, il trattamento estetico che a Palermo – secondo la Procura – veniva messo in conto al Servizio Sanitario pubblico, con questa rifinitura destinata alla clientela vip aggiorna l’immaginario dei retrogradi, apre le finestre della mente e scava profonde prigioni al pregiudizio. Un dettaglio utile questo – e lo è – non certo per le indagini dei Nas ma per l’evoluzione dei costumi. Trattasi di un intervento a colpi di bisturi e suture per ingentilire l’orifizio d’evacuazione – al punto di farne un fodero di candida porcellana – e pare sia molto richiesto dai pazienti più scavallati a conferma di ciò che nei frastornati anni ’80 suonava ancora come profezia: “Il culo diventerà la fica del 2000!”.
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Va da sé che è Buttanissima Sicilia. Io non sapevo ci fosse questa elaborata pratica estetico-chirurgica (allegramente rubricata, a esclusivo privilegio di pochi, nei rimborsi del servizio sanitario nazionale), e se il primo accostamento mentale rimanda ai riti descritti da Goethe nel Faust – e non solo il bacio sul buchino sporco del Demonio nel sabba, ma ai turgori di Mefistofele mentre guata voglioso i sederini degli angioletti – l’esito simbolico non può che confermare Palermo nella modernità perché, e sia detto una volta per tutte, la Sicilia è un passo avanti anche rispetto alla Costituzione Americana dove i matrimoni omosessuali ormai sono più che garantiti.

Dopo Gomorra dunque, è l’epoca di Sodoma. E non è più questione di diritti, di amori uguali tutti fatti di uno stesso sì, ma di piacere, di squisito diletto in zona “ovale”. Così si legge nella trascrizione delle intercettazioni – “ovale” – laddove poi per “brasiliana” non s’intende più la depilazione pubica tanto in voga tra le signore degli anni ’90 bensì di modellamento del gluteo, portato ad altezza di scaldabagno. Ed è il gluteo maschietto, il protagonista, giusta sostituzione del fondoschiena femminile, quello che ai tempi del gallismo siciliano che fu, ai giovanotti ingravidabalconi – ammirando le ragazze a spasso – faceva dire: “Io per delle natiche così dare un miliardo!”. A fargli eco, un altro amico: “Uno? Due di miliardi!”.

Tutta un’altalena di cifre in merito al popò – nel formato chitarra, quello delle donne – fermata dalla spietata considerazione delle signorinelle sempre spiritose: “Le natiche ci sono, sono i miliardi a mancare!”. Ecco, è il famoso mutamento di costume, e sebbene Crocetta sia stato un disastro alla prova del Governo, quanto a civilizzazione – anche grazie al suo medico personale – non gli si potrà negare un primato: avere consegnato coppole e lupare al sollazzo epicureo. E per fortuna a Sodoma, più che a Gomorra.

All’indomani della sua vittoria elettorale, il 29 ottobre 2012, Crocetta convoca la conferenza stampa per le ore 12,00 a Marina di Tusa, presso l’Atelier sul mare. E’, questo, il bellissimo albergo di Antonio Presti, un sincero combattente sul fronte della lotta alla mafia che – dopo un’ora, dopo due e quindi tre – si muove a pietà verso il bivacco stanco dei giornalisti, va sotto al balcone della stanza del presidente e gli urla: “Bottana, scendi!”. Ovviamente è detto per scherzare, naturalmente è fatto per giocare e Crocetta, infatti, sbuca dalle persiane, sorride e, cespuglioso di sonno e sogni – i colleghi tutti non potranno che confermare questa scena, rimasta nei loro taccuini – avvia la raggiante rivoluzione. Va da sé, tutta di Buttanissima Sicilia.

VECCHIONI: SICILIA ISOLA DI M…. E CROCETTA GLI RISPONDE COSI’

Foto in spiaggia in costume e un bagno nel mare di Marina di Tusa, nel Messinese, in pieno dicembre. Rosario Crocetta ha deciso di rispondere così alla polemica sollevata da Roberto Vecchioni sulla “Sicilia isola di m…”. “La mia isola è la più bella del mondo”, ha scritto sui social il presidente della Regione siciliana.

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Il testo che accompagna le foto sul profilo di Crocetta recita ancora:”Il popolo siciliano è straordinario. Abbiamo dei problemi, molti dei quali arrivano da passato ma non voglio fare polemica con nessuno. Stiamo superando tutto, il Pil comincia a crescere e ci sono già alcuni piccoli segni di ripresa. La cosa importante è che ci sia un popolo unito, che si batte contro il malaffare e la corruzione per una Sicilia libera. Buon ponte dell’Immacolata a tutti”.

 

TGCOM