L’ISIS RIVENDICA L’ATTENTATO DI NIZZA E MINACCIA L’ITALIA:”NASCONDIAMO I NOSTRI UOMINI SUI BARCONI”

 

 

 

 

L’obbiettivo del  Califfato è infiltrare (in Europa)  membri dello Stato islamico. Creeremo il nostro esercito in Italia, distruggeremo Roma e da li prenderemo il mondo intero. E’ questo il messaggio dell’ISIS che rivendica la strage di poche ore fa che vede nuovamente la Francia in ginocchio. ROMA:  «Con le mani sul grilletto, stiamo arrivando a Roma»: l’ultima minaccia propagandista dell’Isis diretta all’Italia arriva da un account Twitter legato ai jihadisti libici. Poi due foto: la prima ritrae un combattente armato, davanti al mare, che guarda il Colosseo sullo sfondo. Sul monumento sventola la bandiera nera di al Baghdadi. Una scritta recita l’Isis «dalla Libia sta arrivando a Roma». Nella seconda invece è disegnato il gasdotto Greenstream che da Wafa in Libia arriva a Gela, in Sicilia. Si tratta di una delle principali linee di rifornimento energetico dell’Italia. «I nostri uomini sono in mezzo a voi, questo è un mare piccolo, e ogni giorno mandiamo barconi verso l’Europa, li formeremo il notro esercito, è una promessa fatta al nostro Profeta», questo il nuovo proclama con cui l’Isis ci minaccia: «State attenti, ogni stupido passo vi costerà caro», si afferma forse in riferimento al ruolo guida che l’Italia vuole giocare per la stabilizzazione della Libia.   Già da tempo numerose testate nazionali avevano riportato la notizia che i terroristi dell’isis potrebbero arrivare in Italia sui barconi. Ecco l’articolo originale FONTE 

 

                                                                                                        Molti esperti, invece, sostengono che l’Italia paradossalmente è salvaguardata dagli attentati. Indipendentemente dalle numerose minacce lanciate dall’Isis, il nostro paese è per loro una stazione cruciale, una porta per l’Europa. L’Isis perderebbe il suo ingresso principale per raggiungere l’Europa, per questo non ci hanno mai attaccato finora. L’unica cosa certa è che i controlli  nel nostro paese verranno intensificati, anche se servirà ben altro per fermare definitivamente queste belve assetate di sangue.

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Immigrati stuprano ragazza italiana di 16 anni, poi la uccidono

Ilenia, così si chiamava la ragazza, giorno 8 Luglio 2016 intorno alle ore 23:30 faceva una passeggiata con il suo fidanzato per le strade del centro di Roma.
I due immigrati, una volta avvicinati alla coppia, cominciano a minacciare e picchiare il ragazzo facendolo svenire, dopodiché si avventano sulla giovane Ilenia stuprandola e successivamente uccidendola. Il corpo è stato trovato la mattina dopo in un vicolo vicino il luogo dell’aggressione.
Le forze armate, insieme alle descrizioni del disperatissimo ragazzo, sono riusciti ad arrestare i due clandestini africani un giorno dopo.

I familiari e gli amici afflitti dal dolore chiedono allo stato italiano di rimandare i due uomini nei propri paesi di origine, ma lo stato rifiuta.

 

FONTE

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A cena senza vestiti: a un’ora da Bergamo il primo ristorante nudista in Italia

A Cerro Maggiore, in provincia di Milano, a nemmeno un’ora di distanza da Bergamo, è nato il primo ristorante per nudisti in Italia. Come funziona? Semplice. Si arriva, ci si spoglia completamente e ci si siede a tavola, mangiando accanto agli altri commensali come mamma ci ha fatti.

A Cerro Maggiore, in provincia di Milano, a nemmeno un’ora di distanza da Bergamo, è nato il primo ristorante per nudisti in Italia. Come funziona? Semplice. Si arriva, ci si spoglia completamente e ci si siede a tavola, mangiando accanto agli altri commensali come mamma ci ha fatti.

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La prima cena sarà organizzata venerdì 15 luglio dal ristorante “L’italo-americano” di via San Clemente 151, il cui proprietario ha avuto l’idea della cena nudista dopo l’approvazione di una legge in materia da parte diRegione Lombardia.

Un’iniziativa creata anche grazie alla collaborazione con il presidente diAnita, l’associazione naturisti italiani, che ha rassicurato il proprietario del locale sull’assoluta legalità dell’iniziativa. Per il momento si parte con una sera alla settimana, ma in base a come andranno le prenotazioni – già aperte anche su Groupon – il proprietario del locale deciderà se aumentare le serate senza veli o ridurle a una al mese. 

Nulla, invece, cambia durante la settimana, dove il ristorante offrirà il solito menù a base di specialità italoamericane. Che, ovviamente, si dovrà consumare rigorosamente da vestiti.

 

FONTE

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L’assessore uscente dona pacchi di pasta con la propria foto

Pacchi di pasta con l’effige dell’assessore veneto Elena Donazzan. A bollare il curioso gadget elettorale come un “clichè della peggiore prima Repubblica”

 

 

è il candidato della lista “con Alessandra Moretti Presidente” Alessandro Padrin, commentando la distribuzione di pasta che sarebbe avvenuta da parte degli attivisti veneti di Forza Italia a supporto della candidatura dell’assessore uscente al lavoro della giunta Zaia.

 

fonte: ANSA

 

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Napoli: Bambino Trova la Cocaina in casa

Napoli – Nessun genitore è perfetto, nemmeno con tutta la buona volontà possibile. Il compito di crescere un bambino non è certo facile, ma c’è davvero un limite a tutto. Lasciare morire un bimbo di tre anni per un overdose di cocaina è davvero un limite che non ha nessun tipo di spiegazioni.

I due genitori, Carlo Romeo e Alina Bondì, due napoletani di 36 e 34 anni, erano già noti alle autorità per la loro tossicodipendenza. Diverse infatti le denunce per possesso di stupefacenti e per spaccio. La loro droga preferita? la cocaina.

Secondo le ricostruzioni dei poliziotti, il bambino, ritrovatosi solo in casa mentre i genitori si trovavano altrove ( non hanno voluto dichiarare dopo) avrebbe trovato diversi grammi di cocaina contenuti in una busta sul tavolo della cucina.

Aveva visto più volte i genitori assumere la droga, quindi non riteneva di stare maneggiando qualcosa di pericoloso. La scientifica dichiara che il bambino avrebbe assunto una quantità di cocaina pari a tre grammi, sufficiente a stroncare il cuore di un uomo adulto, figuriamoci quello di un bimbo così piccolo.

I genitori rischiano adesso parecchi anni di galera per quanto accaduto a loro figlio. Inoltre, diverse altre buste piene di droghe di diverso tipo sarebbero state rinvenute nell’abitazione.

Ancora una volta un piccolo innocente paga il fio dell’irresponsabilità dei propri genitori. Senza ombra di dubbio una maggiore responsabilità da parte dei suoi genitori avrebbe potuto scongiurare questa inutile tragedia.

La droga uccide, non solo chi la assume per divertirsi, ma anche chi non ha colpa.

FONTE

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E’ morto Marco Pannella. Aveva 86 anni

ROMA – Se n’è andato il “guerriero” dei diritti civili in Italia. E’ morto Marco Pannella. Il leader radicale si è spento intorno alla 14 nella clinica romana di Nostra Signora della Mercede dove era stato portato ieri pomeriggio. L’annuncio, con il Requiem di Mozart, da Radio Radicale. La stessa emittente che ieri aveva dato la notizia del ricovero. Pannella aveva compiuto 86 anni lo scorso 2 maggio e le sue condizioni erano sempre più gravi: lottava con un tumore al fegato e uno ai polmoni. Una malattia di cui, per scelta, parlava pubblicamente.

Dallo scorso marzo si erano intensificate le notizie su un aggravamento delle sue condizioni e l’anziano leader aveva interrotto tutte le attiività pubbliche e si era ritirato nella sua casa di Via della Panetteria dove aveva ricevuto le visite e l’omaggio di moltissimi compagni e uomini politici.

Lunghissima – piena di svolte, passioni, rotture – la sua vita politica. Nato a Teramo nel 1930, si era laureato in legge nel 1950. Nel 1955, dopo un’esperienza nella gioventù liberale e nell’unione goliardica italiana, fonda il partito radicale insieme a Pannunzio, Carandini, Cattani. Diventa segretario nel 1963, dopo un’esperienza a Parigi come corrispondente del Giorno. Già nel ’65 comincia campagna divorzista con Loris Fortuna. Nel 1974 conduce la campagna per il no all’abrogazione del divorzio. Un anno dopo, inizia la battaglia per la depenalizzazione delle droghe facendosi arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico. Nel 1981 la vittoria al referendum per il no all’abrogazione dell’aborto.

E’ nel 1976 che entra per la prima volta alla Camera come deputato: sarà rieletto nel ’79, nell’83 e nell’87. In tanti, negli ultimi anni, hanno invocato un seggio come senatore a vita per Marco Pannella. Ma il leader radicale è morto senza aver mai ricevuto questo riconoscimento.

Tra i primi messaggi di cordoglio, quello del premier Matteo Renzi che stava parlando di Europa con il primo ministro olandese Mark Rutte: “E’ la scomparsa di un grande leader italiano, che ha segnato la storia dell’Italia”, dice. “Vorrei a nome mio personale e del governo e della forza politica che rappresento fare un grande omaggio alla storia di questo combattente e leone della libertà”.

Poi arriva la seconda carica dello Stato, Piero Grasso.  “Marco Pannella ha affrontato la malattia con la stessa fierezza con la quale, per decenni, si è battuto per le cause in cui credeva. Dobbiamo moltissimo a quest’uomo forte e appassionato che, come accade raramente, è stato sempre stimato anche dai suoi avversari. Con lui se ne va un protagonista assoluto della storia repubblicana e delle battaglie per i diritti civili. Addio Marco”.

repubblica
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“Niente profughi, prima le 150 famiglie che abitano nel mio Comune”

PIETRASANTA – “Stimo sua eccellenza il Prefetto di Lucca e ho grande rispetto ma gli chiedo prima di pensare alle 150 famiglie che vivono nel mio comune che vivono in situazione di profondo disagio, non hanno una casa e non riescono ad assicurare il necessario ai propri figli. Se deve requisire degli immobili, per adibirli ad alloggio, lo faccia prima per loro.

 

Poi penseremo ai migranti. Pietrasanta, in questo momento, ha altre emergenze che sono quelle di aiutare le famiglie della nostra comunità. Mi dispiace: non possiamo venire incontro al Prefetto”. Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta non ha intenzione di cedere di fronte all’ipotesi di assegnazione di 40 migranti al Comune di Pietrasanta avanzata dal Prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro. “Il Prefetto – prosegue Mallegni – è il terminale di un Governo non eletto, incapace ed incompetente che paventa addirittura di requisire proprietà private o immobili di utilità pubblica. Sono dispiaciuto per il Prefetto di Lucca, so quali sono i suoi stati d’animo. Ma probabilmente l’obbedienza alle istituzioni è in contrasto con gli interessi della comunità”.

fonte

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Le spese pazze del cardinale Pell: 500mila euro in 6 mesi per abiti, viaggi e arredi

Il cardinale australiano George Pell, ex arcivescovo di Sydney e attuale prefetto della Segreteria per l’Economia della Santa Sede, era balzato agli onori della cronaca dopo essere stato accusato in un’inchiesta australiana di aver aiutato alcuni preti sospettati di pedofilia, spostandoli da una parrocchia all’altra, coprendoli per proteggere l’arcidiocesi e il suo patrimonio. Ora torna sulle prime pagine dei giornali in questi giorni, in seguito alle tante rivelazioni uscite dopo lo scandalo Vatileaks 2, come ormai molti media lo stanno definendo.

Tra i documenti segreti usciti con l’inganno dalle stanze del Vaticano hanno infatti destato parecchio scalpore quelli che riportano le spese sostenute da Pell. Come si può leggere nel libro “Avarizia”, realizzato in gran parte proprio utilizzando quelle fonti segrete, “da luglio 2014 a gennaio 2015 gli esborsi hanno infatti toccato i 501 mila euro”. Una cifra veramente impressionante che lascia interdetti se si va a vedere il dettaglio delle varie voci. Tra le altre si possono leggere un sottolavello da 4600 euro, alcuni metri di tappezzeria da 7292 euro, 47mila euro di mobili e arredi vari. Per non parlare dei 2508 euro spesi presso la sartoria Gammarelli, storico negozio che dal 1798 veste la curia romana.

Poi c’è tutto il capitolo viaggi fatti sempre ed esclusivamente in business class. Roma-Londra a 1103 euro, Roma-Dresda 1150 euro e un altro viaggio verso l’Inghilterra a 1200 euro. E questi sono solo alcuni esempi dei tantissimi spostamenti di lusso effettuati dal cardinale Pell e dal vice Casey.

Insomma una situazione fuori controllo che fa letteralmente a pugni con tutte le indicazioni date da Papa Francesco sin dall’inizio del suo pontificato. Si parlava qualche tempo fa della spending review imposta da Bergoglio a tutti i livelli ecclesiastici. Forse la comunicazione non è arrivata chiaramente a Pell che ha continuato a fare i propri comodi come se niente fosse.

fonte diretta news

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Svezia: addio 8 ore lavorative, si passa a 6 ore per lavorare meglio ed essere più felici.

Lavorare di meno, produrre di più, vivere meglio: manca solo il classico “e vissero tutti felici e contenti” e avremmo un perfetto finale hollywoodiano. O scandinavo, in questo caso. La formula magica che consente l’inverosimile quadratura del cerchio della vita moderna proviene dalla Svezia, dove un numero crescente di aziende, imbeccate da qualche amministrazione locale illuminata, sta riducendo l’orario di lavoro dalle classiche otto ore a sei per favorire il benessere fisico e mentale dei propri dipendenti, e al contempo aumentare la produttività.

Il principio, in fondo, è semplice e ce lo spiega Linus Felds, amministratore delegato di Filimundus, società che sviluppa app per smartphone: “Restare concentrati per otto ore consecutive è molto difficile, e per farlo siamo costretti a intervallare spesso con delle pause e mescolare con altre attività per rendere tollerabile la giornata. Le otto ore, dunque, non sono mai davvero effettive. E ti complicano la gestione della tua vita al di fuori dell’ufficio“. In altre parole: non si lavora mai otto ore effettive, e dunque è più utile scremare il tempo che si trascorre in azienda dalle pause, consentendo ai dipendenti di godere di più tempo libero, e ottenere in cambio una maggiore intensità produttiva durante l’orario di ufficio. La Toyota di Goteborg ci è arrivata molto tempo prima, all’inizio del nuovo millennio, e i risultati sono stati straordinari: dipendenti più felici, basso tasso di avvicendamento e profitti in crescita del 25%.

Alla stessa conclusione è giunta una casa di cura di Goteborg, il centro Svartedalens, che ha ridotto l’orario di lavoro di infermieri e personale medico, migliorando non solo la loro esistenza ma anche quella dei pazienti. Certo, per coprire le esigenze degli anziani clienti della struttura è stato necessario assumere 14 persone in più e non tutte le aziende sono in grado di permettersi questo tipo di contromisura.

Quello che è stato definito “il grande esperimento sociale svedese” è partito nell’aprile 2014, con l’annuncio da parte del governo cittadino di Goteborg di voler diminuire l’orario di lavoro nel settore pubblico, con l’obiettivo ambizioso di aumentare la produttività, tagliare i costi e migliorare la qualità della vita dei lavoratori. L’esperimento è stato un pieno successo. Sorpresa? Non più di tanto. In fondo, già negli anni Trenta del secolo scorso il grande Bertrand Russell, nel suo “Elogio dell’ozio”, aveva pronosticato che il progresso tecnologico avrebbe ridotto l’orario di lavoro fino a un massimo di 20 ore alla settimana.

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E’ siciliano l’olio d’oliva più buono del mondo

Ci sono tre aziende olivicole siciliane del Siracusano fra i produttori premiati a livello internazionale nell’ambito della 13ª edizione di Sol d’Oro di iniziativa di Veronafiere; la rassegna che premia i migliori olii extravergine di oliva di qualità a livello mondiale. I prestigiosi riconoscimenti sono stati assegnati a tre aziende che si sono affermate nelle categorie: Fruttato medio (Azienda Agricola La Tonda),Fruttato intenso (Azienda Terraliva) e Monovarietale (Azienda Agrestis).

“A dispetto dell’annata meterologicamente non felice – dice Nino Caleca, Assessore Regionale dell’Agricoltura, appena ricevuta la notizia – gli oli extravergine di oliva siciliani si affermano e ottengono meritati riconoscimenti a livello internazionale. E’ la conferma della capacità delle nostre aziende di saper produrre bene, in sicurezza, nel rispetto del territorio e con alti livelli qualitativi. E’ questa la Sicilia che produce di cui possiamo andare orgogliosi e che dobbiamo rappresentare a livello internazionale quando parliamo di eccellenze e di biodiversità in Sicilia. Intendo incontrare al più presto gli imprenditori premiati – continua Nino Caleca – per chiedere loro di aiutarmi a testimoniare al mondo intero nel Cluster Bio-mediterraneo di Expo 2015 la capacità della Sicilia di raccontare una storia millenaria”.

L’olio extravergine di oliva, elemento cardine della dieta mediterranea, è oggi un prodotto dell’eccellenza agroalimentare italiana molto richiesto all’estero e considerato al pari di un bene di lusso.I campioni sottoposti al giudizio sono stati quest’anno 238. Gli oli vincitori di medaglia, con la scheda di degustazione redatta dai 13 giudici del panel, saranno inseriti nella guida “Le stelle del Sol d’Oro” e verranno premiati formalmente nel corso di Sol&Agrifood, in programma dal 22-25 marzo 2015.

 

Ecco l’elenco dei vincitori SOL d’ORO edizione 2015

(fonte: www.solagrifood.com)

Categoria oli fruttato leggero: 

Sol d’Oro – Azienda Agricola Pietrabianca di Casalvelino (Salerno) – Campania
Sol d’Argento – Frantoio della Valle di Prezza (L’Aquila) – Abruzzo
Sol di Bronzo  – Azienda Agricola La Selvotta di Vasto (Chieti) – Abruzzo

Categoria oli fruttato medio: 

Sol d’Oro – Azienda Agricola La Tonda di Buccheri (Siracusa) – Sicilia 
Sol d’Argento – Azienda Agricola Paolo Bonomelli di Torri del Benaco (Verona) – Veneto
Sol di Bronzo – Società. Agricola Fonte di Foiano di Castagneto Carducci (Livorno) – Toscana

Categoria oli fruttato intenso: 

Sol d’Oro – Azienda Agricola Terraliva di Siracusa – Sicilia 
Sol d’Argento – Frantoio Franci di Montenero d’Orcia (Siena) – Toscana
Sol di Bronzo – Frantoio Gaudenzi di Trevi (Perugia) – Umbria

Categoria oli biologici: 

Sol d’Oro – Finca La Reja s.l. di Bobadilla (Malaga) – Spagna
Sol d’Argento – Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige
Sol di Bronzo – Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti) – Abruzzo

Categoria oli monovarietali: 

Sol d’Oro – Società Agrestis di Buccheri (Siracusa) – Sicilia 
Sol d’Argento – Società Agricola OlioCRU di Arco (Trento) – Trentino Alto Adige
Sol di Bronzo – Frantoio Hermes di Di Mercurio Claudio di Penne (Pescara) – Abruzzo

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